Polveriera Mali. Parigi pensa al ritiro per evitare le sabbie mobiliTribuno del Popolo
domenica , 22 gennaio 2017
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Polveriera Mali. Parigi pensa al ritiro per evitare le sabbie mobili

Polveriera Mali. Parigi pensa al ritiro per evitare le sabbie mobili

La Francia ha ritirato il primo gruppo di 100 soldati su 4.000 dispiegato in Mali. Sulla decisione di Parigi potrebbe aver pesato il rischio di una guerra prolungata nel tempo.

La Francia ha deciso di ritirare la prima tranche di truppe, 100 soldati, dal pantano del Mali. Come spesso accade nessuno parla più del Mali, ora le prime pagine dei giornali sono per la crisi delle due Coree e per la crisi economica, tuttavia in Mali si continua a combattere, e a morire. Il timore è quello che la guerra del Mali sia una guerra lunga, difficilmente risolvibile nell’arco di pochi mesi. Proprio la Francia aveva giustificato l’intervento di gennaio nel paese africano per evitare che i gruppi affiliati ad Al.Qaeda potessero prendere il potere nel nord del Mali, minacciando di prendere il controllo di Bamako. Attualmente le truppe francesi stanno partecipando a combattimenti in quel di Gao, e anche nella storica città di Timbuktu, dove troppo in fretta si era pensato di aver vinto la guerra. Il piano di mandare in Mali mille uomini come parte di una futura missione di peacekeeping delle Nazioni Unite è tralaltro in contrasto con quello che ha dichiarato il ministro degli Esteri francese Laurent Fabius, che a gennaio aveva dichiarato che il coinvolgimento francese sarebbe stato solo una questione di poche settimane. Tuttavia, un ritiro completo delle truppe francesi dal Mali sembra, almeno per il momento molto improbabile.

Il segretario delle Nazioni Unite Ban Ki-Moon ha ammonito che il conflitto del Mali rischia di espandersi verso la zona occidentale del Sahara. Sempre la scorsa settimana Ban Ki-Moon aveva invocato il dispiegamento di 11.200 soldati e 1440 agenti di polizia come parte della missione delle Nazioni Unite da inviare nel paese africano dopo il ritiro delle truppe francesi. La minaccia sempre presente è che i miliziani islamici possano trarre giovamento dalle armi provenienti dalla Libia e dal Mediterraneo orientale. Secondo alcuni rapporti del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite infatti, da quando è cominciata la guerra civile libica nel 2011, il Paese nordafricano è diventato la Santa Barbara di tutta la regione. Anche il capo di Al Qaeda, Ayman Zawahiri, ha lanciato un’appello rivolto a tutti i musulmani per stabilire degli stati islamici, e ha ammonito la Francia per aver preso parte all’intervento militare in Mali. Tuttavia, come al solito, i motivi dell’intervento in Mali sembrano essere molto poco umanitari e molto materiali. In sostanza uno dei motivi che spingono il terrorismo a fiorire nel paese africano sarebbe la povertà endemica di Bamako, una povertà che secondo il giornalista investigativo Michel Collon sarebbe dovuta in gran parte al saccheggio operato dalle compagnie francesi nel Paese.

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