Pontida. Il raduno della vergogna finisce a spintoniTribuno del Popolo
mercoledì , 25 gennaio 2017
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Pontida. Il raduno della vergogna finisce a spintoni

Pontida. Il raduno della vergogna finisce a spintoni

La crisi c’è, i barbari pure. Si sono radunati a Pontida per il solito raduno della Lega Nord, ma questa volta il Carroccio è diviso, e tra maroniani e bossiani è finita a insulti e spintoni.

Già quando le cose andavano meglio chi vi scrive non ha mai sopportato le goliardate e le pagliacciate della Lega Nord, ma oggi che il Paese è in ginocchio e ci si trova in una crisi politica senza precedenti, ecco che i travestimenti da celti e gli slogan di “secessione” diventano ancora più indigesti e irritanti. Quando la gente si suicida per la crisi, le aziende chiudono, e i giovani scappano infatti, diventa difficile tollerare di venire ricattati da un gruppo di individui che si travestono di verde urlando frasi violente ed eversive che sono in aperta violazione con la nostra Costituzione. Ma si sa, Bossi e soci possono dire quello che vogliono, possono chiamare alla resistenza attiva contro lo “Stato assassino” senza che nessuno chieda loro di rendere conto. Ma tra individui grotteschi travestiti da celti, e pasdaran leghisti dell’ultim’ora, ha fatto notizia lo scontro tutto interno al Carroccio tra militanti maroniani e bossiani, le due anime di un partito che, per fortuna, si è ridimensionato molto negli ultimi anni. Alcuni fedelissimi di Bossi, sì ci sono ancora, hanno pensato bene di distribuire dei volantini con Maroni raffigurato alla stregua di Pinocchio. Chiaramente i maroniani non hanno gradito e sono venuti letteralmente alle mani con i sostenitori di Bossi, al punto che è dovuto intervenire il parlamentare Gianluca Bonanno per riportare la calma. Bossi nel suo intervento dal palco di Pontida ha cercato di minimizzare la portata dell’accaduto, invitando i “fratelli padani” all’unità, ma la sua voce arrocchita ormai sembra quasi grottesca, così come sembra grottesco continuare a credere alle fiabe nordiche di secessione, fiabe importate dalla Scandinavia da un gruppo di quelli che sembrano sempre più dei fanatici completamente scollegati dalla realtà. Così in quel di Pontida abbiamo nuovamente sentito frasi di sfida eversiva nei confronti dello Stato, sfide che sono diventate insopportabili e intollerabili dal momento che il Nord non è l’unica parte del Paese a soffrire. Che le istituzioni comincino a prendere sul serio le minacce dei leghisti, che le istituzioni italiane comincino a prendere seriamente le dichiarazioni di sfida eversiva lanciate dagli esponenti del Carroccio. Scherzano? Su certe cose, in tempi così, non si dovrebbe mai scherzare.

Gracchus Babeuf

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