Porto Rico, la "colonia" Usa va verso il defaultTribuno del Popolo
lunedì , 27 marzo 2017
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Porto Rico, la “colonia” Usa va verso il default

Porto Rico non è uno stato americano ma è come se fosse un territorio di privato possesso degli Stati Uniti. In queste ore Porto Rico rischia il fallimento a causa dei suoi 72 miliardi di dollari di debito, al punto che in molti ne parlano come la “Grecia” americana. Infatti il governo portoricano dovrà applicare la solita ricetta di tagli di servizi e aumento delle tasse.

Porto Rico potrebbe fallire proprio in queste ore, un debito da 72 miliardi di dollari insostenibile che secondo molti ha reso il paese caraibico una sorta di “Grecia” d’America.  Proprio oggi scade il primo pagamento che Porto Rico non è in grado di onorare, ben 58 milioni di dollari che il paese dovrebbe restituire ai creditori. E anche in questo caso molti in Porto Rico accusano la rapacità dell banche di fronte alla consapevolezza che il governo locale non potrà restituire il denaro. Peraltro il Porto Rico pur essendo formalmente indipendente è come se facesse parte degli Stati Uniti, che ne controllano ogni aspetto. Il governo di Porto Rico comunque è insolvente e i suoi problemi rischiano di ripercuotersi ai danni anche dell’economia degli Stati Uniti. Paese potenzialmente florido, il Porto Rico affronta da nove anni una pesante recessione dovuta principalmente ai costi troppo alti dell’energia e dei trasporti e all’obbligo di garantire lo stesso livello di retribuzione degli Stati Uniti, 7,25 dollari. Negli ultimi anni la disoccupazione è cresciuta molto in Porto Rico, e moltissimi giovani approfittano della situazione per emigrare negli Stati Uniti. Per fronteggiare la situazione il governo ha pensato bene di emettere obbligazioni con facilitazioni fiscali che sono riuscite sì ad attirare gli investimenti dei locali, ma non hanno prodotto alcun vantaggio per i conti pubblici. Così ben presto il debito ha raggiunto la somma record di 72 miliardi di dollari, un cifra talmente ingente da costringere il presidente Alejandro Garcia Padilla ad ammettere di non essere nelle condizioni per ripagarlo. E qui si arriva al nodo: dato che Porto Rico è territorio americano, ci penserà la Casa Bianca? Non proprio, esiste una legge che vieta al governo federale di Washington di soccorrere Porto Rico, di conseguenza la ricetta utilizzata dal governo portoricano sarà quella di sempre: aumento delle tasse e taglio vertiginoso dei servizi. Si tratta della stessa ricetta importa dalla Bce alla Grecia, una ricetta che al posto che migliorare la situazione finisce per condannare il paese che l’adotta nella crisi più nera. In particolare i costi verranno scaricati soprattutto sulla popolazione civile, ancor più che sono proprio i cittadini i principali sottoscrittori dei bond in scadenza. La beffa colossale per i portoricani quindi rischia di essere che saranno proprio loro a dover sia perdere i loro investimenti, sia pagare più tasse per ricevere meno servizi.

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