Portogallo, 85 opere di Mirò vanno all’asta per debitiTribuno del Popolo
sabato , 25 marzo 2017
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Portogallo, 85 opere di Mirò vanno all’asta per debiti

Tutto pur di risanare un bilancio disastroso: lo Stato portoghese liquida le opere del maestro surrealista per recuperare dal fallimento del Banco Portogues de Negocios.  Il loro valore è stimato intorno ai 180 mln di euro, il Governo del Portogallo conta di incassarne la metà.

Fonte: Oltremedianews

Rattoppare i buchi in fondo alla borsa foderandoli con opere d’arte. Tutto questo ha dell’assurdo, del grottesco se vogliamo, ma il bisogno di recuperare le perdite e l’affannosa necessità di fuoriuscire dalle politiche di austerity sembrano non lasciare al Governo conservatore di Coelho il lusso di sentire certi ‘scrupoli’.

La politica in atto da Lisbona quindi si declina secondo l’inesorabile obiettivo di scovare ogni risorsa utile per “fare cassa”. La decisione conseguente è stata quella di provvedere alla (s)vendita di ben 85 tele del pittore catalano Joan Mirò. Le opere sono, o meglio erano, di proprietà dello Stato dopo che questi le aveva trattenute all’indomani della nazionalizzazione del Banco Portogues de Negocios.

Cosa c’entra un istituto di credito con un maestro del surrealismo?

Semplice, la banca in questione aveva comprato la collezione di tele dal magnate giapponese Kazamusa Katsuta (il quale a sua volta le aveva acquistate dalla vedova di Matisse..ndr) poi nel 2008, il fallimento: complice una gestione negligentel’istituto lascia in eredità qualcosa come 1,8 miliardi di euro. Lo Stato decide di acquisire la banca e, dopo nazionalizzazione, di cederla al Banco Bic Portogues, escluse le tele di Mirò che continueranno ad essere patrimonio pubblico, almeno fino ad oggi.

Per recuperare parte dei fondi persi con il crack e dopo la manovra di nazionalizzazione, per la quale i cittadini portoghesi stanno ancora pagando salato, si opta per una strategia che dà fondo ad ogni risorsa: poco male se “nel mucchio” vadano a finire opere che fanno parte della ricchezza culturale, e non solo materiale, di una collettività. Nonostante le numerose polemiche dei partiti di opposizione e le 10mila firme raccolte con una petizione on-line, e nonostante la questione sia stata presentata al Parlamento europeo le opere verranno messe all’incanto presso Christie’s , la nota casa d’asta di Londra e andranno al migliore offerente.

La situazione sembra paradossale, considerato che la direzione generale del Patrimonio portoghese aveva manifestato tutto il suo dissenso sulla scelta dell’esecutivo conservatore di Coelho di “liquidare” un pezzo del capitale artistico nazionale, sottolineando anche espresse riserve  circa i “requisiti legali” dell’intera faccenda. Tutto ciò non è bastato, oggi il Tribunale amministrativo di Lisbona ha rigettato la richiesta di sospensione cautelare della vendita avanzata da cinque deputati  socialisti con l’avallo, sembra, della Procura generale della Repubblica.

D’altronde, come amaramente ha ammesso lo stesso ministro dell’Economia Maria Luis Albuquerque, con la troika in Portogallo “Mirò non è una priorità”. E il patrimonio culturale rappresentativo della cifra artistica e della Storia di un intero Paese viene derubricato a semplice voce di bilancio.

Edoardo Cellini

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