Portogallo. Corte Costituzionale dice "no" ai tagli agli stipendi nel pubblico | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
sabato , 22 luglio 2017
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Portogallo. Corte Costituzionale dice “no” ai tagli agli stipendi nel pubblico

I magistrati portoghesi hanno deciso di bloccare il provvedimento che tagliava gli stipendi ai dipendenti pubblici in quanto anticostituzionale e discriminatorio rispetto ai privati. In tempi di spending review e di tagli indiscriminati , da Lisbona arriva quindi un messaggio chiaro.

 Austerity, spending review, tagli furibondi, ma non a senso unico, almeno in Portogallo. A Lisbona infatti la Corte Costituzionale portoghese ha emesso una sentenza secondo cui sarebbe incostituzionale tagliare gli stipendi ai lavoratori dello Stato, una delle condizioni draconiane poste dai prestatori internazionali per i 78 miliardi di euro erogati in prestito a Lisbona.  Per la verità il governo lusitano aveva già utilizzando la scure per tagliare tredicesime e quattordicesime già nel 2012, e nel 2013 quasi certamente verranno toccati anche gli stipendi dei privati pur di restituire la somma prestata. In sostanza comunque, secondo la Corte Costituzionale tagliare gli stipendi pubblici sarebbe incostituzionale in quanto discriminatorio nei confronti dei dipendenti pubblici. L’Alta Corte ha quindi bocciato una delle misure di austerità principali per battere cassa e raggiungere gli obiettivi di bilancio imposti dalla Troika (Ue, Bce e Fmi) e principalmente il deficit al 3 per cento entro il 2013. Il governo di Pedro Passos Coelho dovrà dunque trovare altrove il miliardo di euro che si era previsto di recuperare dagli statali.  Il Portogallo quindi, secondo un’analisi condotta da un organismo parlamentare, rischierebbe di mancare anche gli obiettivi del 2012 se non verrà implementato il sistema fiscale nazionale. Da sconfiggere resta sullo sfondo una evasione ormai endemica che resta troppo alta anche e soprattutto per via dell’incremento netto delle spese sociali, a loro volta approvato a causa dell’aumento della disoccupazione e di una recessione da record.“Il Portogallo deve adottare una nuova strategia se vuole raggiungere gli obiettivi di bilancio prefissati per il 2013″, ha detto Simon O’Connor, uno dei portavoce della Commissione europea a Bruxelles. Tradotto, questo vorrà dire per Lisbona trovare altri settori da tagliare per compensare quelle bocciate dalla Corte Costituzionale. Nel 2011 il deficit di Lisbona era fermo al 5,9%, quest’anno secondo le stime degli esperti dovrebbe fermarsi al 4,5%, ma l’obiettivo di portarlo al 3% entro il 2013 sembra ormai una chimera. “Voglio ribadire tutta la nostra determinazione a controllare il deficit pubblico e a prendere tutte le misure necessarie per garantire che i nostri obiettivi siano raggiunti”: ha però dichiarato il premier socialista Coelho, da sempre ottimista sulle possibilità del Portogallo di potersi riprendere.

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