Portogallo. Elezioni: vittoria del centrodestra e dell'astensionismoTribuno del Popolo
mercoledì , 20 settembre 2017
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Portogallo. Elezioni: vittoria del centrodestra e dell’astensionismo

Il centrodestra si è aggiudicato le elezioni legislative in Portogallo ma non è riuscito a raggiungere la maggioranza assoluta con il 36,7% dei voti contro il 32,4% del Partito Socialista. Il Bloco de Esquerda sostenuto da #Podemos ha ottenuto il 10,2% mentre i comunisti si confermano una forza importante con l’8,2%. Il vero vincitore sembra però essere l’astensionismo con il 43,08%.

Il centrodestra del Portogallo ha alla fine ottenuto una preziosa vittoria nelle elezioni legislative lusitane, anche se forse il dato che salta prima all’occhio non è tanto questo quanto quello dell’astensionismo schizzato al 43,08%, segno di una politica percepita sempre più come lontana dai cittadini. Se non altro il centrodestra non è riuscito a raggiungere la maggioranza assoluta con la coalizione del premier uscente, Pedro Passos Coelho, che comprende la Cds e il Partito socialdemocratico, anche se è arrivato a un passo dall’obiettivo. E non era scontato dato che molti pensavano che il centrodestra sarebbe uscito sconfitto alle urne, eppure i pronostici sono stati ribaltati e la coalizione  di centrodestra Portugal a Frente ha trionfato con il 36,9% contro il 32,4% del Partito socialista all’opposizione dell’ex sindaco di Lisbona Antònio Costa. Proprio Costa ha preso atto della sconfitta elettorale ma ha annunciato di non volersi dimettere e di non essere disponibile a fare coalizioni con i vincitori.

Dopo i due grandi partiti tradizionali da segnalare il “Bloco de Esquerda”, partito sostenuto dagli spagnoli di Podemos e da Syriza che ha ottenuto il 10,2%, e la coalizione tra comunisti e verdi Cdu che non è andata oltre l’ 8,2%. Si può dunque dire che nonostante la vittoria del centrodestra rispetto alle elezioni del 2011 il Partito Socialista Portoghese ha visto aumentare i suoi consensi dal 28% al 32,4%, mentre il “Bloco de Esquerda” è passato dal 5% al 10,2% e i comunisti della Cdu dall’8% all’8,2%. Si tratta quindi comunque di un consolidamento elettorale per l’opposizione anche se per il momento il sistema di potere del centrodestra non è stato intaccato.

Ora l’esito probabile delle elezioni sarà quasi sicuramente la formazione di un governo minoritario che costringerà il pemier Coelho a cercare intese momentanee in Parlamento, e non sarà facile vista la difficile situazione economica del Portogallo. Del resto quello di Coelho è stato anche l’unico governo dalla fine della dittatura di Salazar nel 1974 a riuscire a concludere il mandato. Il centrodestra portoghese negli ultimi due anni ha tagliato tutto il tagliabile scongiurando almeno per un pò lo spettro della bancarotta. Mentre i socialisti non hanno mai detto di pensare a una uscita del Paese dall’Eurozona, i comunisti della Cdu e il Bloco de Esquerda hanno messo in discussione la riduzione del debito pubblico e il futuro del Paese in Europa, ecco perchè non è nata una coalizione ampia a sinistra contro il centrodestra di Coelho.

Il Portogallo però è un paese allo stremo, non a caso il 5% della popolazione lusitana è emigrata negli ultimi quattro anni, e solo negli ultimi due anni sono andate via dal Portogallo qualcosa come 200.000 persone, quasi tutti giovani delusi e privi di speranza nel futuro. A sinistra si segnala comunque la tenuta del Partito comunista che in molti pensavano potesse cedere il passo al “nuovismo” del Bloco de Esquerda.

 

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