Portogallo. I giudici bocciano la TroikaTribuno del Popolo
lunedì , 25 settembre 2017
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Portogallo. I giudici bocciano la Troika

In Portogallo, dove il governo di centrodestra di Passos Coelho ha applicato rigide manovre di austerity,  la Troika ha trovato sulla sua strada un ostacolo fastidioso: i giudici del Tribunale Costituzionale. 

E’ successo ancora una volta, i 13 magistrati del Tribunale Costituzionale portoghese hanno bocciato nuovamente una delle misure di austerity imposte dall’Ue, dalla Bce e a dal Fmi, la cosiddetta Troika appunto, che tanto ha fatto parlare di sè in termini negativi negli ultimi anni. La Corte lusitana ha sostanzialmente bocciato come illegale il provvedimento incluso nel bilancio statale del 2014 e che prevede tagli indiscriminati alle pensioni. Il governo di Passos Coelho contava di risparmiare qualcosa come 388 milioni di euro dalle pensioni dei lavoratori, una cifra enorme pari al 12% della spesa totale, che si sarebbe raggranellata con la riduzione del 10% degli assegni mensili superiori a 600 euro, quindi quelle estremamente basse.  Il Tribunale Costituzionale si è pronunciato contro la misura, giudicata in violazione del “sacro principio di fiducia stabilito dalla Costituzione”, così come aveva già fatto in passato in altre circostanze, facendo preoccupare non poco il governo di Lisbona. Alludiamo all’aprile 2013, quando i giudici avevano stoppato l’abolizione delle tredicesime e delle quattordicesime per tutti i dipendenti pubblici, e anche a qualche mese prima, nel 2012, quando sempre i giudici avevano impedito il dissolvimento dei sussidi di disoccupazione. I 13 magistrati questa volta però hanno stabilito qualcosa di storico sancendo per legge che il governo non potrà in nessun caso sottrarre ai pensionati diritti e denaro.Il presidente della Corte, Joacquim Sousa Ribeiro, ha spiegato alla stampa che la revisione al ribasso delle pensioni non può essere equiparata ad un metodo di tassazione dei contribuenti. Insomma milioni di portoghesi portati allo stremo dalla crisi ora potranno ringraziare i giudici se non vedranno dissolvere le loro magre pensioni. In tutto questo la sinistra radicale lusitana, molto forte, ha deciso di mobilitarsi contro il governo con i parlamentari del Partito Comunista Portoghese hanno chiesto le immediate dimissioni del “governo fuorilegge”. Anche il Blocco di sinistra ha chiesto le dimissioni del governo e l’intervento del presidente della Repubblica, mentre il Cgtp, il sindacato comunista, ha  rivendicato che la decisione del Tribunale Costituzionale è anche frutto degli scioperi e delle lotte portate avanti in questi mesi da lavoratori e pensionati portoghesi.Insomma il Portogallo ci insegna che la lotta paga, eccome. 

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