Vanno avanti in Portogallo le proteste contro le misure di lacrime e sangue del governo imposte dalla Troika.Tribuno del Popolo
sabato , 25 marzo 2017
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Portogallo in piazza contro la Troika

Vanno avanti in Portogallo le proteste contro le misure di lacrime e sangue del governo imposte dalla Troika.

Ancora mobilitazioni in Portogallo dove la protesta contro le misure di austerity imposte al governo dei centrodestra dalla Troika, continua con buoni risultati. Una settimana dopo la cosiddetta “marcha do Ponte do 25 de Abril” ieri i cittadini portoghesi sono scesi nuovamente in piazza in tutte le principali città lusitane. A mobilitare migliaia di persone per una volta non è stato il sindacato, pur presente, ma un comitato di cittadini nato nel settembre del 2012 su pochi punti programmatici e politici: le dimissioni del governo di Coelho, la critica dei diktat della Troika, la critica a questa Europa. Certo, ovviamente in piazza vi erano anche i partiti di sinistra anticapialisti, e i manifestanti hanno dimostrato ancora una volta di riuscire a mobilitare diverse migliaia di persone. Ben chiaro lo slogan di propaganda scelto dalla manifestazione: Não há becos sem saída” ossia “non ci sono vicoli ciechi”, con un chiaro riferimento a una delle questioni fondamentali per il superamento della crisi, ovvero che non esiste solo un’unica via d’uscita dalla crisi, quella imposta dalla Troika dei tagli indiscriminati di salari e spesa sociale. La crisi ha già colpito duramente il Portogallo, e ora le riforme del governo rischiano di peggiorare ulteriormente la situazione dei lavoratori e dei cittadini.

 “L’aiuto economico che ci è stato dato ha portato l’attuazione di misure politiche devastanti che hanno portato all’aumento esponenziale della disoccupazione, dell’insicurezza, della povertà e delle disuguaglianze sociali, alla svendita della maggior parte dei beni dello Stato, a tagli compulsivi in materia di sicurezza sociale, istruzione, sanità e cultura in modo che tutti i soldi siano canalizzati a pagare e ad arricchire chi specula sul debito sovrano. Dopo anni di austerità sotto intervento esterno, le nostre prospettive, le prospettive della maggior parte delle persone che vivono in Portogallo, stanno peggiorando”, ha premesso il comitato che ha portato in piazza migliaia di persone e lavoratori, cittadini ormai stanchi dai tagli che hanno deciso di dire “no” al pagamento di un debito imposto. Grecia, Spagna, Italia, Irlanda, Portogallo, i paesi in ostaggio della Troika e della speculazione finanziaria perdono la sovranità e si riducono come tutti i paesi ai quali la troika impone questo regime di austerità”, ha spiegato il comitato che ha organizzato la manifestazione. Uno degli obiettivi ai quali vuole approdare questa mobilitazione è quello di chiedere un referendum da sottoporre al popolo per chiedere se accettare o meno i diktat dell’Ue. Alla mobilitazione hanno partecipato molti educatori, professori, rappresentanti dei lavoratori e precari, e tutti hanno manifestato la volontà di non volersi piegare e di voler continuare a lottare per il bene comune.
photo credit: <a href=”http://www.flickr.com/photos/pedrocarrillo/5203519869/”>PedroCarrillo</a> via <a href=”http://photopin.com”>photopin</a> <a href=”http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.0/”>cc</a>

 

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