Portogallo. Intervista alla dirigenza di Livre | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
giovedì , 19 ottobre 2017
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Portogallo. Intervista alla dirigenza di Livre

Intervista ai membri del “Grupo de contacto”, organo direttivo di Livre, partito progressista portoghese nato nei primi mesi del 2014. Il partito è riuscito ad ottenere oltre il 2% alle elezioni europee del maggio 2014 e quasi 40.000 voti alle elezioni parlamentari dell’ottobre 2015. Alle elezioni presidenziali dello scorso gennaio ha sostenuto la candidatura di Antonio Sampaio da Novoa che al primo turno ha ottenuto oltre il 20% dei consensi.

- Come descrivereste la vostra compagine politica? Quali sono le principali battaglie che avete portato avanti in questi  due anni?
- Livre è un partito progressista che si colloca in quello che noi definiamo “il mezzo della sinistra”. Livre è l’unico partito in Portogallo che si basa su una partecipazione popolare attiva, con processi di collaborazione nelle stesure programmatiche, la promozione della parità di genere e l’utilizzo di primarie aperte nella scelta dei nostri candidati. Ci battiamo per vere politiche di welfare, per l’attuazione di un programma ecologista che garantisca una vita migliore alle generazioni presenti e future, e siamo a favore di politiche libertarie che garantiscano un miglioramento dei diritti umani, inoltre siamo impegnati nel sostenere il processo di democratizzazione dell’Unione Europea.

- Avete perciò una posizione critica nei confronti dell’Unione Europea?
- Livre considera l’Unione Europea uno sforzo di civiltà molto positivo a favore del miglioramento delle condizioni della società umana globalizzata del ventunesimo secolo. Tuttavia pensiamo che vi sia la necessità di migliorare il sistema decisionale dell’UE, di introdurre processi democratici che mancano e di riformare molti soggetti istituzionali europei. Detto questo, il valore del progetto europeo per noi è inequivocabile.

- Con quali altre organizzazioni collaborate?
- Con diversi partiti progressisti ed ecologisti esistenti o che stanno prendendo forma. Per esempio abbiamo partecipato al primo Forum del Sud Europa tenutosi a Barcellona lo scorso anno. Non abbiamo comunque ancora concordato nessuna collaborazione ufficiale fra Livre ed altre organizzazioni.

- Come giudicate le prime sfide elettorali del partito?
- Le più grandi sfide che abbiamo dovuto affrontare in questi due anni, oltre al processo fondativo del partito, sono state le elezioni europee del 2014 e le elezioni nazionali del 2015. Siamo riusciti a presentarci ad entrambe le elezioni con delle liste composte da tante donne quanti uomini, tutti scelti attraverso il meccanismo delle primarie aperte. Alle elezioni europee del 2014 abbiamo ottenuto il miglior risultato di sempre alle elezioni europee per un partito che si presentava per la prima volta alle elezioni. Alle elezioni parlamentari del 2015 abbiamo dato vita ad una lista con altri movimenti di sinistra e migliaia di cittadini non iscritti ad alcuna compagine politica dal nome “Livre/Tempo de Avancar”. Alle elezioni presidenziali di quest’anno la nostra lista è stata la prima a sostenere la candidatura di Antonio Sampaio de Novoa.

- Più nello specifico, come avete vissuto i risultati delle elezioni parlamentari dello scorso anno?
- Anche se la nostra lista non ha ottenuto i voti necessari per entrare nel Parlamento nazionale, il principale messaggio della nostra campagna elettorale, che era quello di voler mostrare la necessità di collaborazione fra le varie anime della sinistra per scongiurare la possibilità di una nuova vittoria della destra, è stato assimilato dai vari partiti di sinistra che erano già presenti in Parlamento. Abbiamo considerato ciò un fatto molto positivo per la coesione fra le varie forze politiche della sinistra.

- Come valutate le prime mosse del nuovo governo portoghese?
-  È ancora troppo presto per dare un giudizio valido sul governo attuale. Apprezziamo lo sforzo che è stato fatto dalle parti coinvolte ma non ci esimeremo nell’evidenziare gli eventuali errori che il governo compierà nei prossimi anni. Finora il modo di affrontare le proprie responsabilità da parte del governo è sicuramente visto positivamente, molti errori della coalizione di destra sono stati corretti, come la negoziazione dei budget economici per il 2016, con un approccio molto più responsabile, sia sul fronte interno, sia sul fronte europeo.

Gianluca Baranelli

Tribuno del Popolo

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