Portogallo. La Troika colpisce ancora duro i pensionatiTribuno del Popolo
venerdì , 9 dicembre 2016
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Portogallo. La Troika colpisce ancora duro i pensionati

Portogallo. La Troika colpisce ancora duro i pensionati

Ancora lacrime e sangue in Portogallo dove è stato conseguito l’obiettivo di tenere il debito pubblico portoghese sotto il livello imposto dalla Troika. Ma nonostante questo il governo di destra di Coelho è pronto a un nuovo taglio indiscriminato delle pensioni.

Il Portogallo è uno dei paesi che ha più subito i danni della crisi economica assieme a Spagna, Grecia e, naturalmente Italia. Inutile dire che non può essere casuale che siano proprio i paesi mediterranei ad aver pagato il maggior peso della crisi, tuttavia Lisbona ha eseguito in modo giudizioso i compiti a casa assegnati dalla Troika, senza che però ciò sia servito a nulla dal momento che il governo di destra di Passos Coelho continua a portare avanti politiche di tagli indiscriminati che si abbattono quasi esclusivamente su pensionati, giovani e lavoratori. Finora il debito pubblico lusitano è stato tenuto nel 2013 sotto il livello imposto dalla Troika, ma nonostante questo la politica di austerity continuerà con il premier Coelho che ha annunciato dei nuovi tagli indiscriminati alle pensioni. A tremare solo oltre 165.000 pensionati che al mese percepiscono un assegno compreso tra i 1000 e i 1300 euro e che fino a oggi sono sempre stati esentati dal “Contributo Straordinario di Solidarietà“. Fino a oggi infatti la tassa del 3,5% era stata imposta solo ai pensionati che percepiscono più di 1300 euro, ora invece il tetto si abbassa e in molti temono che la cosa si possa anche ripetere in futuro. L’obiettivo del governo infatti è far scendere  il rapporto deficit/pil fino al 4%.  I sindacati dei pensionati hanno convocato per oggi a Lisbona una manifestazione di protesta contro l’ennesimo taglio che in media costerà 60 euro al mese ad anziani che in molti casi faticano ad arrivare a fine mese. Proprio a metà aprile a Lisbona arriveranno gli ispettori della Troika che porteranno quasi sicuramente nuovi problemi e nuovi tagli. Non solo, Coelho si è vantato di aver realizzato una ripresa nell’occupazione, ma questo risultato è perlomeno opinabile dal momento che la riduzione della disoccupazione dal 17,7% al 15,3% si spiega anche con l’emigrazione di massa di migliaia di giovani portoghesi verso il Sudamerica, il Brasile, l’Angola e il Mozambico.

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