Portogallo. Re-Food: avanzi contro la crisiTribuno del Popolo
martedì , 30 maggio 2017
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Portogallo. Re-Food: avanzi contro la crisi

Contro la crisi ci si inventa di tutto: un sessantenne ha inventato a Lisbona il “Re-Food”, ovvero una associazione che dona porta a porta il cibo avanzato da oltre 115 tra bar e ristoranti.

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La crisi ha colpito durissimo il Mediterraneo, con le società di Spagna, Italia, Irlanda, Grecia, Francia e Portogallo che stanno subendo in prima persona i morsi dell’austerity. Per rispondere alla crisi ci si industria in tutti i modi, ne sa qualcosa Hunter Halder, 60enne di origine americana stabilitosi a Lisbona, che ha pensato bene di creare un’associazione chiamata “Re-Food”. L’associazione è riuscita a mettere insieme più di un centinaio tra ristoranti, bar e alimentari, convincendoli a mettere da parte gli scarti e gli avanzi piuttosto che buttarli come da abitudine. Il motivo? Semplice la Re-Food di Halder prende gli avanzi e li distribuisce tra i vicini più poveri, casa per casa, una sorta di “integrazione alimentare”, citando le stesse parole di Halder. Sono circa trecento le persone che, ogni giorno, riescono a riempirsi lo stomaco grazie all’associazione di “Re-Food”, che ha anche un obiettivo ambizioso: rendere Lisbona la prima capitale senza fame nè dispersione alimentare entro il 2014. La storia del progetto comunque risale a circa due anni fa, quando la crisi è cominciata tranciando migliaia e migliaia di posti di lavoro. Anche Halder ha perso il lavoro dopo oltre quindici anni, era un consulente in risorse umane e si è trovato a 58anni senza un impiego e senza nessuna speranza nel futuro. A quel punto Halder si è rimboccato le mani e ha deciso di realizzare un progetto contro lo spreco alimentare quotidiano con una forma di consegna a domicilio ai bisognosi. Dopo nemmeno un mese di vita, l’associazione contava già oltre trenta volontari; oggi ne conta trecento, tutti in bicicletta, che vanno a prendere gli avanzi dai bar e i ristoranti convenzionati. E pian piano, Halder si sta espandendo quartiere dopo quartiere, sicuro di riuscire a espandere il suo modello a tutta Lisbona, e poi chissà.

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