Portogallo. Sovranità e indipendenza nazionaliTribuno del Popolo
sabato , 27 maggio 2017
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Portogallo. Sovranità e indipendenza nazionali

Il 24 gennaio 2016 si svolgeranno le elezioni presidenziali in Portogallo. In quella occasione,  il Partito Comunista Portoghese sarà presente con un proprio candidato, il compagno Edgar Silva (http://edgarsilva2016.pt/). In una sua recente dichiarazione, di cui proponiamo la nostra traduzione, Silva ha illustrato le linee guida del suo programma politico, il cui asse portante è rappresentato dalla difesa degli interessi dei lavoratori e della sovranità e indipendenza nazionali.

Dichiarazione di Edgar Silva, candidato del Partito Comunista Portoghese alla Presidenza della Repubblica

Rimarcare oggi con questa dichiarazione il diritto inalienabile del Portogallo alla propria sovranità e indipendenza nazionale ha un duplice significato. In primo luogo, per l’importanza che in sé stesso racchiude in quanto elemento fondamentale del nostro regime democratico, di valore riconquistato con la Rivoluzione di Aprile e che la Costituzione della Repubblica iscrive come disposizione centrale per l’affermazione del posto che compete al Portogallo nel mondo. In secondo luogo, perché lo facciamo oggi in un giorno – il 1 dicembre (anniversario dell’indipendenza dalla Spagna, ndt) – associato a uno dei momenti dell’affermazione sovrana del nostro paese, la cui dimensione storica e il valore che comporta hanno fatto si che il precedente governo, con la compiacenza del Presidente della Repubblica, eliminasse la festa che lo segnala. Decisione naturale direbbero coloro che, avendo abdicato dagli interessi nazionali e deciso di dare impulso agli interessi esterni, assumono tale posizione. Inaccettabile direbbero quelli che non rinunciano a un Portogallo sviluppato e indipendente, e che non si adattano all’alienazione crescente di componenti decisive della sovranità nazionale.
Voglio riaffermare, come elemento centrale della candidatura che assumo, che come Presidente della Repubblica svilupperei un intervento ispirato alla Costituzione della Repubblica, che si basa sulla cooperazione, la pace, sulla richiesta dello scioglimento della NATO e non sulla progressiva sottomissione alla sua strategia di aggressione e di guerra. Che mi farei carico come Presidente della Repubblica di un intervento basato sulla difesa degli interessi nazionali di fronte all’Unione Europea e agli altri progetti di dominazione imperialista.

E’ il momento di garantire nella Presidenza della Repubblica, ed è ciò che mi impegno a fare, l’effettiva affermazione della sovranità del Paese. Occorre dare impulso a un’effettiva diversificazione delle relazioni estere del Portogallo in contrapposizione alla crescente sottomissione all’Unione Europea e al direttorio delle potenze che, al servizio del capitale transnazionale, ambiscono a trasformare il nostro Paese in un mero protettorato.

E’ il momento di assicurare alla Presidenza della Repubblica chi metta in primo piano, rispetto agli interessi dei mercati, delle agenzie di rating e dell’Euro, gli interessi del Portogallo e del popolo portoghese, del suo diritto a decidere, da solo, del proprio futuro collettivo.

E’ il momento di avere come Presidente della Repubblica chi, come garantisce la nostra candidatura, si opponga al corso di riduzione della sovranità economica, di bilancio, di cambio e monetaria, chi intervenga ed eserciti influenza perché le economie più fragili abbiano voce in capitolo di fronte al rullo compressore del processo di integrazione capitalista.

Non è più accettabile che chi occupa la più alta carica negli organi della sovranità e che dovrebbe garantire l’osservanza della Costituzione della Repubblica Portoghese – in particolare per quanto riguarda la difesa degli interessi, della sovranità e dell’indipendenza nazionali – aggiunga la sua voce e la sua influenza per dare giustificazione e copertura a quelli che accerchiano finanziariamente il Paese.

Chiudere a gennaio un ciclo presidenziale segnato dalla sottomissione e subordinazione esterne che offende i sentimenti democratici e patriottici del popolo portoghese. E’ necessario ora assicurare, con l’appoggio alla nostra candidatura, che questo corso indegno non si prolunghi, che il legame della Presidenza con la natura anti-patriottica della politica della destra sia interrotto, che PSD e CDS e ciò che essi rappresentano non ritornino al governo grazie al prossimo Presidente della Repubblica con il suo seguito di mancato rispetto e affronto della Costituzione e della democrazia.

L’affermazione della sovranità e dell’indipendenza nazionali sono valori con una propria dimensione. Ma la loro piena realizzazione ed efficacia sono inseparabili dalle scelte della politica che danno loro forma, espressione e attuazione.

Sono condizione di un’effettiva sovranità e indipendenza nazionali la difesa della produzione nazionale e la valorizzazione dei settori produttivi, puntare sull’utilizzo della ricchezza e delle risorse nazionali, l’inversione e l’eliminazione delle deficienze strutturali, sia quelle alimentari che tecnologiche, sia energetiche che logistiche. Obiettivi inseparabili di una decisa scelta per l’aumento dell’investimento pubblico, per l’eliminazione dei condizionamenti strategici da parte del controllo pubblico di imprese e settori come la banca e l’energia.

Sono condizione di un’effettiva sovranità e indipendenza nazionali l’affermazione di uno sviluppo sovrano, il recupero degli strumenti della sovranità economica, finanziaria e monetaria, la difesa intransigente degli interessi nazionali nel quadro dell’integrazione capitalista dell’Unione Europea. Rompere con le dipendenze esterne, ridurre i deficit strutturali e recuperare uno sviluppo sovrano esige la rinegoziazione del debito nei termini, interessi e montanti, l’intervento con in vista lo smantellamento dell’Unione Europea, e lo studio e la preparazione per la liberazione del Paese dalla sottomissione all’Euro, mirando a recuperare strumenti centrali dello Stato sovrano.

Un Portogallo sovrano, indipendente e sviluppato esige uno Stato democratico, rappresentativo, basato sulla partecipazione popolare, moderno ed efficiente, di cui sono componenti essenziali il regime politico, le funzioni della sovranità e le incombenze economiche e sociali definite nella Costituzione.

La dimensione della sovranità e indipendenza nazionali che la nostra candidatura assume difende lo sviluppo economico armonioso, il progresso sociale dei popoli, la partecipazione democratica, il rispetto della sovranità nazionale, l’uguaglianza tra gli Stati, la pace e la solidarietà internazionali come valori fondamentali, fondamenti per nuovi percorsi di cooperazione internazionale, un’Europa sociale e di coesione, di solidarietà e sviluppo alimentato da più occupazione e più diritti dei lavoratori e cittadini, un’Europa aperta al mondo e di pace, un’Europa solidale e di esempio nelle relazioni con paesi terzi di minore sviluppo. La Difesa del Diritto Internazionali e dei diritti dei popoli basata sul rispetto della Carta delle Nazioni Unite, della sovranità dei popoli e dell’integrità territoriale degli Stati e sui principi di non ingerenza e del rispetto della sovranità degli Stati, e sul diritto dei popoli all’autodeterminazione e alla gestione sovrana delle proprie risorse, sono principi basilari della nostra candidatura.

Non sarà ininfluente il ruolo che il Presidente della Repubblica potrà svolgere per garantire l’intervento dello Stato portoghese a riconsiderare il quadro istituzionale dell’Unione Europea, in particolare attraverso sforzi concertati con altri Stati per la convocazione di un vertice intergovernativo per la revisione dei Trattati, che abbia come obiettivi, tra gli altri, l’immediata revoca del Trattato di Bilancio e la revoca del Trattato di Lisbona.

La sovranità e l’indipendenza nazionali esigono una politica della difesa nazionale che rompa con la strategia di subordinazione agli interessi degli USA, della NATO e al progetto di militarizzazione dell’Unione Europea, sul piano concettuale e dottrinario e con l’aumento della dipendenza, in particolare attraverso il crescente inserimento in progetti e forza multinazionali che vede coinvolti importanti strumenti di azione della nostra difesa militare, da cui risultano limitazioni e perdita di  capacità nazionali. La sovranità nazionale esige un’organizzazione delle Forze Armate basata sull’equilibrio tra i tre rami, orientata alla razionalizzazione dei mezzi e al miglioramento della capacità operativa, al rispetto per ciò che sta scritto nello Statuto della Condizione Militare, al miglioramento delle carriere, del sistema retributivo e dei diritti della cittadinanza militare.

La sovranità e l’indipendenza nazionali esigono l’inversione del percorso dettato dalle successive scelte di abdicazione e alienazione degli strumenti politici ed economici fondamentali del Paese. La politica di cui il Portogallo ha bisogno passa attraverso l’affermazione di una politica estera che veramente difenda degli interessi nazionali e recuperi gli strumenti di sovranità necessari al progresso e allo sviluppo.

Come nessun’altra candidatura alle elezioni per il Presidente della Repubblica, la nostra candidatura, con quello che essa rappresenta di progetto collettivo vincolato a una politica patriottica e di sinistra, può rappresentare con piena coerenza il Portogallo libero e sovrano che, generazione dopo generazione, il popolo portoghese ha costruito. E di tale dimensione di un Portogallo libero e sovrano, di un Paese che regge il suo destino, di un popolo che costruisce il suo futuro che possiamo essere orgogliosi di rappresentare i continuatori.

Si, la dimensione sovrana che proponiamo per il Portogallo non può che manifestarsi attraverso l’elevamento delle condizioni di vita dei lavoratori e del popolo portoghese, l’affermazione del loro diritto a una vita degna in un Paese che è loro e dove hanno diritto a realizzare pienamente i loro sogni. E’ per questo che la candidatura che presento non si rassegna al corso di regressione economica e sociale e neppure alla sottomissione del Portogallo a dettami e politiche che attentano ai diritti e agli interessi del popolo portoghese e della democrazia. E’ per questo che la mia candidatura considera i diritti dei lavoratori vettore fondamentale di un Portogallo sviluppato e sovrano. E’ per questo che la mia candidatura confida nella forza e nelle capacità del popolo e assume come priorità il recupero da parte del Portogallo degli strumenti di sovranità necessari al progresso e allo sviluppo del Paese. E’ per questo che la mia candidatura guarda ai lavoratori come la forza più grande per il futuro del Paese e per la sua affermazione come nazione sovrana, produttrice di ricchezza e destinataria di una politica che valorizzi i loro redditi e i loro diritti.

Oggi, come raramente è avvenuto in altri momenti della nostra storia, il Portogallo deve difendere i suoi interessi. A cominciare da chi occupa la più alta carica degli organi della sovranità nazionale.

Nulla può obbligare il Paese a rinunciare al diritto di scegliere le proprie strutture socio-economiche e il proprio regime politico. Nulla può obbligare il Portogallo ad accettare la posizione di Stato subalterno nel quadro dell’Unione Europea. Nulla può obbligare il Portogallo a sottomettersi ai dettami militari e strategici subordinati agli interessi della NATO, dell’UE e degli USA, estranei agli interessi nazionali. Nulla può obbligare il Portogallo ad alienare la sua indipendenza e la sua sovranità nazionali.

Il Portogallo ha, per le sue risorse naturali, per la sua situazione geografica, per la sua storia, per le condizioni naturali e del clima, per il bene più prezioso che possiede  – il suo popolo, con una cultura quasi millenaria, con saperi accumulati e con una vasta esperienza storica di difesa dell’indipendenza e della sovranità nazionali –, molte potenzialità per svilupparsi e affermarsi sul piano internazionale in quanto Paese difensore della cooperazione reciprocamente vantaggiosa, della solidarietà, della pace e del progresso. Questo sarà il contributo maggiore del popolo portoghese a un’Europa e a un Mondo di Pace, Cooperazione e Amicizia tra i popoli. Questo è il contributo richiesto al Presidente della Repubblica. Questa è la garanzia che la nostra candidatura assicurerà ai lavoratori, al popolo e al Paese, iscrivendo come obiettivo centrale l’affermazione e la difesa dei loro diritti, interessi e aspirazioni.

E’ questo l’impegno della candidatura che presento: il Portogallo ha come Presidente della Repubblica chi affronta con onore l’attacco del capitale finanziario e non si piega di fronte agli interessi delle grandi potenze europee, chi mette sempre in primo piano il Portogallo e il popolo portoghese.

Fonte: www.pcp.pt | Traduzione di Marx21.it
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