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sabato , 21 gennaio 2017
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Posto fisso? Addio

Posto fisso addio. Sono ormai passati i tempi del posto indeterminato, in Italia nel 2012 solo 1-2 assunzioni su 10 sono a tempo indeterminato. Come se non bastasse le retribuzioni reali nette dal 2000 al 2010 sarebbero aumentate solamente di 29 euro.

Costi dei beni alimentari in aumento, disoccupazione e precariato pure. Questo è il quadro drammatico dell’Italia del 2012, un quadro che viene confermato anche  dall’ ‘Indagine Excelsior di Unioncamere e Ministero del Lavoro sul terzo trimestre del 2012. Nel periodo luglio-settembre le assunzioni stabili previste sono state solo del 19,8% su un totale di  159.000. Ma le cattive notizie non sono finite dal momento che secondo  la relazione annuale di Bankitalia, le buste paga dei dipendenti italiani sarebbero nei guai.  Le retribuzioni medie reali nette, dal 2000 al 2010, sono infatti aumentate solo di 29 euro, passando da 1.410 a 1.439 euro (+2%). Chiaramente su questo disastro hanno pesato soprattutto la crisi economica e i tagli sugli statali. Come se non bastasse aumenta anche il gap tra centro-nord e sud-isole, un incremento  del 2,5% contro 0,7% ( nel Nord aumento di 64 euro, Sud di 29 euro). Ma la crisi ha colpito duramente soprattutto le retribuzioni: nel 2006 le retribuzioni medie arrivavano a 1.489 euro, due anni dopo (con l’inizio della crisi) erano scese a 1.442 euro, e nel 2010 la situazione era ulteriormente peggiorata, arrivando a 1.439 euro. La riduzione in termini reali, in quattro anni, è stata di 50 euro (-3,3%). Insomma la fotografia del Paese si fa sempre più preoccupante, e senza una inversione di tendenza le cose sembrano destinate a peggiorare ancor più che aumentano gli inoccupati, i disoccupati e i lavoratori stagionali per cui il fatto stesso di ricevere una retribuzione sta diventando un lusso.

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