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giovedì , 23 marzo 2017
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Povera Italia, tra l’incudine di Berlusconi e il martello dello spread

L’Italia si trova in una situazione drammatica. Non bastavano i tagli indiscriminati di Monti, ora anche il ritorno di Berlusconi rischia di far sprofondare il Paese nel baratro, senza tralasciare la spada di Damocle dello spread…

silv

L’Italia attraversa un periodo drammatico della sua storia. Proprio mentre si è ormai arrivati vicini a un punto critico, con disoccupazione alle stelle, debito pubblico dilagante, e sfiducia nella politica, ecco che il carnefice, il principale fautore del disastro, Silvio Berlusconi, torna minacciando di completare l’opera che lasciò a metà un anno fa. Dalla padella nella brace insomma, dove la padella è il solito Silvio con il suo Pdl di amazzoni e colonnelli, e la brace è lo spread, lo spread che ci cucina a fuoco lento, ricattandoci e di fatto un pò alternando la democrazia. Eh sì perchè le elezioni ormai, in questa Ue alla deriva, non vengono influenzate solamente dalle campagne elettorali, ma anche dal fattore spread. Ben venga dirà qualcuno nel caso di Berlusconi, ed effettivamente anche io non mi sento di contraddirlo, tuttavia non può sfuggire il vulnus che si nasconde dietro questi ricatti internazionali. Per capire di ciò di cui sto parlando basta andare indietro nel tempo a giugno, in Grecia, dove si sono tenute drammatiche elezioni politiche che videro il centrodestra europeista e pro-tagli di Nuova Democrazia opporsi a Syriza, il partito di sinistra radicale, europeista, che voleva invece provare a dare una direzione diversa tanto ad Atene, quanto all’Europa. In quel caso si mise in mezzo la stessa Merkel per far capire chi è che doveva vincere. Nel caso italiano non appena Monti si è dimesso, la fibrillazione dello spread è tornata più forte di prima, facendo capire chiaramente che in Europa qualcuno ci guarda con molta attenzione. L’Italia così si trova in una situazione davvero scomoda, con Berlusconi che si vuole giocare la carta dell’anti-germanismo da destra, provando così a riconquistare qualche qualunquista si destra già affascinato dalle sirene grilline. Insomma, benedetto spread che ci allontana Silvio Berlusconi, ma maledetto spread che ci impedisce di imboccare una via diversa da quella dell’austerity indiscriminata imposta da Bce, Troika, e quant’altro. Una sorta di camicia di forza che abbiamo indossato, probabilmente, proprio per colpa del Cavaliere di Arcore.

D.C.

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  1. povera Italia ritorna berlusca

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