Precari e studenti nelle piazze per lo #ScioperoSocialeTribuno del Popolo
lunedì , 16 gennaio 2017
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Precari e studenti nelle piazze per lo #ScioperoSociale

Precari e studenti nelle piazze per lo #ScioperoSociale

E’ un grande successo lo Sciopero Sociale in atto oggi 14 novembre in tutta Italia. Sono migliaia i lavoratori, gli studenti, i precari e i cittadini che sono scesi nelle piazze da Milano a Palermo per protestare contro il JobsAct e la legge di stabilità, con la #Fiom, i Cobas e i sindacati autonomi in prima fila. Landini dal palco di Milano lancia un attacco al Pd: “la mediazione del Pd una presa in giro dei lavoratori“. 

Studenti, precari, cittadini, semplici curiosi, sindacalisti, tutti in piazza da Milano fino a Palermo passando per Roma per dire no alla strada scelta dal governo Renzi, la strada della continuità che continua a premiare la visione neoliberista della gestione della cosa pubblica. Oltre alle bandiere della Fiom, dei Cobas, delle sigle studentesche, presenti in piazza anche tanti migranti, decisi a urlare la loro rabbia per dimostrare la loro esistenza. Presente a Roma anche l’Usb, Unione dei Sindacati di Base, e una folta rappresentanza dei Movimento per la Casa che hanno occupato una ex sede della Bnl mostrando striscioni con su scritto “Casa reddito dignità”. Anche a Milano è andato in scena un grande corteo dei sindacati di base ma anche della Fiom che è culminato in Piazza Duomo con un comizio conclusivo del segretario generale dei metalmeccanici, Maurizio Landini, e del segretario generale della Cgil Susanna Camusso. La Fiom ha proclamato per oggi lo sciopero generale nelle fabbriche del Centro-Nord (Val D’Aosta, Trentino, Piemonte, Liguria, Lombardia, Veneto, Friuli, Emilia Romagna e Toscana).Anche a Genova sono per strada ben cinque cortei diversi. Dalla protesta sono esclusi la zona del Tigullio, alluvionata, e il settore trasporti. In piazza Caricamento, al Porto antico, si terrà il comizio finale. 

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Quattro cortei sono organizzati dalla Cgil, uno da studenti, precari e sindacati di base. A Torino erano circa duemila i manifestanti in piazza e anche a Palermo gli studenti sono scesi in piazza in corteo selvaggio. Ma il “Social Strike” ha colpito l’Italia da Nord a Sud, una mobilitazione perfettamente riuscita che serve a mostrare all’opinione pubblica italiana come sia in atto una scollatura tra l’Italia precaria e quell’Italia che si riconosce sempre di più in Matteo Renzi. La “star” è chiaramente Maurizio Landini che da Milano ha lanciato un messaggio chiarissimo al governo: L’attacco assurdo allo statuto dei lavoratori, la riduzione delle tasse senza garanzie sugli investimenti: queste sono le richieste di Confindustria. Ma così si va a sbattere. Abbiamo offerto il dialogo a Renzi, ma lui lo rifiuta. Lui ha scelto un’altra strada, noi gli diciamo che c’è bisogno di unire il Paese, non di dividerlo“, e poi ancora “La possibile mediazione che il Pd ha trovato è una presa in giro dei lavoratori perché serve solo a quei parlamentari di conservare il proprio posto. Non serve ai lavoratori e alla difesa dei loro diritti”. Insomma si apre il fronte di opposizione al Jobs Act trovando collante nelle piazze dove i precari e gli studenti urlano la loro rabbia nei confronti di un governo che sentono lontanissimo e che utilizza i manganelli per gestire il dissenso. Alla fine si sono verificati anche alcuni disordini e momenti di tensione, ad esempio a Roma dove i manifestanti hanno lanciato uova e fumogeni contro il Ministero dell’Economia scatenando la reazione delle forze dell’ordine che avrebbero effettuato delle cariche. Il corteo del Social Strike romano ha contestato l’ambasciata tedesca a Roma, lanciando petardi e uova contro i cancelli, simbolicamente lo stesso luogo dove erano stantio manganellati i manifestanti dell’Ast di Terni la settimana scorsa. Insomma la piazza c’è, la partita non è chiusa, e fin quando il governo e i palazzi del potere si difenderanno con i manganelli il rischio è che la temperatura di piazza possa ulteriormente scaldarsi nei prossimi mesi, soprattutto se, con arroganza, chi governa il Paese continuerà a guardare con disgusto e superiorità ai precari che non intendono accettare la precarietà come stile di vita.

Gb

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