Presìdi a Zingonia contro l’amministrazione comunaleTribuno del Popolo
mercoledì , 22 febbraio 2017
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Presìdi a Zingonia contro l’amministrazione comunale

Abitanti sfrattati dalle proprie abitazioni. La liquidazione è di 15.000 mila euro per abitazione.

Fonte:oltremedianews

Continua la protesta degli abitanti di Zingonia che sabato primo Marzo, nonostante la pioggia battente, hanno attuato un presidio davanti al comune di Ciserano, piccolo centro della provincia Bergamasca, con l’obiettivo di rivendicare il proprio diritto di abitare nelle proprie residenze dalle quali potrebbero essere sfrattati.

Zingonia è un comune che nasce negli anni sessanta per volere dell’imprenditore Renzo Zingone, che ha poi suddiviso il paese in quattro zone, affidandole ai comuni limitrofi di Ciserano, Osio Sotto, Verdello e Verdellino.

Il progetto prevedeva l’urbanizzazione di 7.620.000 m², con una popolazione di circa 50.000 persone, ma l’incremento delle nascite previsto non ha mai trovato attualizzazione, così che il progetto subì la prima modifica già negli anni settanta.

Attualmente la popolazione di Zingonia conta circa 1.700 abitanti.

La zona sotto il controllo di Ciserano è costituita da 6 palazzi (chiamati “torri” per la loro grandezza) e svariati capannoni. I palazzi, da più di 10 anni, sono diventati sede di spaccio e degrado. Molti proprietari hanno deciso di andare ad abitare altrove, lasciando gli appartamenti vuoti. Alcuni spacciatori hanno approfittato della situazione per occuparli, devastandoli. Gli abusivi hanno anche sporcato e danneggiato molte parti comuni delle abitazioni, come gli ascensori -ora fuori uso-, le cantine e i giardini esterni.

Tra il 2010 e il 2012 la Regione Lombardia ha così messo in atto un progetto di riqualificazione di Zingonia, denominato MasterPlan. Tale progetto prevede, per la zona di Ciserano, l’abbattimento delle torri, trasformando l’area da zona abitativa a zona adibita al settore terziario.

I fondi stanziati dalla Regione ammontano a 5 milioni di Euro a cui vanno aggiunti 1,7 milioni provenienti dall’Aler, (Azienda Lombarda Edilizia Residenziale) che diventerà l’unica proprietaria della zona.

È stato stimato che per ogni appartamento verranno corrisposti ai proprietari delle torri dai 10 ai 15 mila euro, prezzo considerato decisamente insufficiente dagli attuali residenti rimasti nelle palazzine che si vedono quindi costretti ad un trasferimento forzato e all’acquisto di un’altra abitazione che, chiaramente, verrà a costare molto di più di quello che verrebbe loro liquidato dalla regione.

I fattori che hanno portato al degrado della zona sono molteplici e la chiara conseguenza della situazione attuale è il deprezzamento delle abitazioni, svalutate in modo quasi irreversibile ma sicuramente ingiusto nei confronti di chi, già, sta vivendo il decadimento della situazione sulla propria pelle, trovandosi a contatto con criminalità e delinquenza quotidianamente e di certo non per propria responsabilità.

L’amministratore condominiale è scappato con i soldi della Regione lasciando ingenti debiti ad un comune già in gravi difficoltà economiche, – un ulteriore aggravamento della situazione è infatti, ad esempio, il persistere del debito pubblico con l’ente Uniacque, che pretende il saldo immediato di 40.000 euro senza la possibilità di rateizzazione -.

Il solo provvedimento preso per arginare la decadenza del luogo è stato l’accorgimento da parte del Comune di far murare i portoni d’ingresso e le case sfitte. Ma ad oggi, gli abusi e l’occupazione dei luoghi prosegue in modo assolutamente visibile a tutti, compresi, a maggior ragione, gli amministratori comunali e le forze dell’ordine, costrette spesso a sopralluoghi notturni nella zona. L’unica azione concreta agita sul territorio da parte del Comitato dei cittadini, è stata quella di ripulire i giardini e le cantine dei palazzi e di sostituire i vetri delle scale dei palazzi, rotti precedentemente da ignoti. Nei mesi scorsi, inoltre, alcune case sono state occupate da famiglie, sia di italiani che di extracomunitari, che hanno sistemato le abitazioni portando un minimo di ordine nei palazzi.

La situazione rimane quella di un degrado indiscusso che deve essere arginato. Degrado del quale non sono certamente responsabili i cittadini, ma le amministrazioni comunali che, spesso, purtroppo, preferiscono chiudere gli occhi di fronte a realtà così difficoltose.

  Federica Bani; foto di Emanuele Masellis

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