Presseurop, chiude la rivista dei cittadini europeiTribuno del Popolo
domenica , 23 luglio 2017
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Presseurop, chiude la rivista dei cittadini europei

Confermata la voce che dava per imminente la chiusura di Presseurop. Nonostante un incremente del budget per questo tipo di iniziative per il 2014, la Commissione Europea ha deciso di non finanziare il progetto nato nel 2009 per una stampa condivisibile a livello continentale. Promossa dagli utenti una petizione online.

Fonte: Oltremedianews

Il 22 dicembre sarà l’ultimo giorno di attività per Presseurop. Questo a meno di eventuali e inattesi colpi di scena. Un vero peccato dato il gran lavoro degli ultimi anni e gli obiettivi raggiunti dal sito in termini di aggregazione europea. La piattaforma oltre ai 1.700 articoli tradotti e i 600.000 visitatori al mese, rappresenta a detta di Craig Willy, blogger esperto di affari europei, “l’unico posto dove si svolge un vero dibattito transeuropeo; l’embrione della tanto decantata e necessaria sfera pubblica europea”. Questo  grazie al lavoro di selezione e traduzione in 10 lingue (europee) dei migliori articoli continentali sulle vicende europee. Ma non solo. A rendere particolarmente “utile” l’iniziativa è il grande risalto dato alla parte dei commenti, anch’essi tradotti. Via più unica che rara di dibattito tra cittadini europei.

Il progetto nato nel 2009 dalla collaborazione tra quattro riviste specializzate nella selezione e nella traduzione della stampa straniera (Internazionale, Courrier International, Forum e Courrier Internacional) è finanziato direttamente dalla Commissione Europea, per il tramite della Direzione generale della comunicazione. Ed è proprio la scelta di non rifinanziare questo tipo di attività a condannare Presseurop. Tentativi di mantenere in vita il sito sono stati attivati già lo scorso anno, quando è stata presentata alla Commissione una valutazione indipendente che consigliava la conferma del progetto e ignorata daBruxelles. Bruxelles che quest’estate ha anche ritirato un bando di gara per progetti legati all’informazione che, se vinto, avrebbe permesso a Presseurop di continuare il suo lavoro. Un ulteriore e conseguente tentativo è stato portato avanti da alcuni deputati europei che hanno spinto affinché fosse incrementato il budget per i progetti multimediali dell’UE, proprio nell’ottica di assicurare un futuro alla piattaforma. Conclusione della vicenda: il budget è stato incrementato ma dirottato altrove. La motivazione ufficiale della chiusura di Presseurop resta comunque quella finanziaria.

I più attenti hanno visto un collegamento tra questi episodi e le critiche ricevute quest’estate dal Wall Street Journal eThe Times di Londra, che ha addirittura definito la rivista online una nuova Pravda alle dipendenze della vicepresidentessa Viviane Reding, facendo leva su una querelle nata nella lobby dei giornalisti a Bruxelles e contestando il budget stanziato (circa 3,2 milioni di euro l’anno per la testata), accusando la stessa di voler creare una sorta di stampa istituzionale. Accuse vaghe e poco chiare, che sembrano aver scosso “solo” la Commissione Europea. Energica invece la reazione degli utenti che alla conferma della chiusura del sito si sono attivati subito in rete offrendo supporto alla loro amata rivista. Sono infatti attivi da alcuni giorni un sito internet e una pagina Facebook che promuovono una petizione online denominata savepresseurop, oltre l’hashtag  #SavePE su Twitter.

 Luca Michele Piscitelli

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