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giovedì , 21 settembre 2017
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Prezzi benzina: indagini su 8 compagnie per truffa

Shell, Tamoil, Esso,TotalErg,Eni,Api e Q8 nel mirino della Guardia di Finanza con l’ipotesi di rialzo e ribasso fraudolento dei prezzi sul mercato, manovre speculative su merci e truffa. Il Codacons mette online la querela per chiedere 2.000 euro di rimborso, ottenibile (eventualmente)  iscrivendosi all’Associazione o devolvendogli il 5×1000

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Fonte: Oltremedianews

Rialzo e ribasso fraudolento dei prezzi sul mercato, manovre speculative su merci e truffa: sono questi i pesanti reati ipotizzati a carico di otto compagnie petrolifere, Shell, Tamoil, Eni, Esso, Total Erg, Q8 e Api, coinvolte nell’inchiesta della Guardia di finanza e della procura di Varese. Il Gip di Varese cui la procura si era rivolta con un’istanza di sequestro, ha ipotizzato l’esistenza dei reati di aumento fraudolento dei prezzi attraverso manovre speculative in danno degli utenti che sarebbero stati commessi non alla pompa, bensì, secondo l’attuale ricostruzione, da parte degli organi di vertice delle compagnie petrolifere. Ipotesi suggestiva, che ha prodotto come primo effetto il trasferimento degli atti a Roma e Milano, dove sono le sedi legali delle stesse.

L’indagine era iniziata un anno fa in occasione del continuo rialzo dei prezzi della benzina, è partita da un esposto del Codacons che aveva lamentato un rialzo ingiustificato da parte delle compagnie, che oggi i pm credono sia avvenuto attraverso una serie di manovre speculative. I militari del nucleo di polizia tributaria di Varese hanno prima ricostruito le dinamiche che concorrono alla formazione del prezzo dei prodotti petroliferi ed hanno esaminato la documentazione acquisita presso le compagnie e riguardante l’origine e l’andamento dei prezzi per ricostruire le variazioni in aumento e diminuzione nel periodo gennaio 2011 al marzo 2012. I finanzieri hanno quindi operato un raffronto con i prezzi praticati negli altri paesi dell’Ue nello stesso periodo, rilevando come i prezzi in Italia fossero maggiori della media europea.  Tra la documentazione usata anche le istruttorie dell’Antitrust e del ministero per lo sviluppo economico.

La causa principale dell’aumento del prezzo, secondo i pm, sarebbe attribuibile al ruolo rilevante dei fondi di investimento incommodity (materie prime come petrolio, rame, argento, oro) e agli ETF sul petrolio. Questi ultimi sono fondi indicizzati quotati in Borsa. Dietro a tutto questo si potrebbero nascondere precise azioni speculative che, da un lato potrebbero aver attratto investitori in grado di determinare un aumento del prezzo del petrolio pur restando estranei al suo mercato reale, e dall’altro determinato un intervento speculativo da parte delle compagnie petrolifere attraverso operazioni finanziarie con strumenti di finanza derivata finalizzati al mantenimento di prezzi elevati sui mercati del greggio.

Intanto il Codacons lancia una class action per ottenere un rimborso: «Dopo l’importante decisione del Tribunale di Varese, che ha chiesto alle Procure della Repubblica competenti di indagare sull’andamento dei prezzi dei carburanti, ipotizzando gravi indizi di reato, il Codacons lancia una class action alla quale possono aderire oltre 34 milioni di automobilisti italiani». È quanto si legge in una nota secondo cui «tutti coloro che negli ultimi 5 anni hanno fatto rifornimento di carburante presso i distributori delle compagnie petrolifere citate dal Gip di Varese (Shell, Tamoil, Eni, Esso, TotalErg, Kuwait Petroleum, Api) possono ora costituirsi parte offesa nel procedimento e avviare l’iter per ottenere un risarcimento in quanto soggetti danneggiati da reato – spiega il Codacons».

Questo, rileva l’associazione, «perchè, una volta dimostrata l’alterazione anomala dei listini e l’esistenza di speculazioni atte a mantenere elevati i prezzi di benzina e gasolio, chiunque sia in grado di provare i rifornimenti potrà chiedere un risarcimento per il danno economico subito. Il Codacons fornirà dunque assistenza legale a tutti coloro che vorranno depositare querela di parte offesa: per aderire all’azione è sufficiente seguire le procedure pubblicate sul proprio sito».

Matteo Muoio

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