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venerdì , 20 gennaio 2017
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Primarie. Bersani vince e allontana la minaccia Renzi

Pier Luigi Bersani ha vinto le primarie del Pd con il 61,1% delle preferenze contro il 38,8% di Renzi. Quali prospettive ora per il centrosinistra?

Bersani presenta la squadra per le primarie del PD

Inutile nascondercelo, Matteo Renzi alla vittoria ci aveva creduto per davvero. Ci aveva creduto dopo i risultati del primo turno, quando realizzò che poteva giocarsela fino alla fine, magari convincendo in massa i cittadini a decidere di votarlo al ballottaggio. Alla fine Renzi ha perso, e lo ha fatto in modo indiscutibile per 61,1% a 38,8%, una sconfitta netta che peraltro lo stesso sindaco di Firenze ha ammesso senza polemiche dopo tutto il teatrino sulle iscrizioni per le primarie che dovevano essere aperte o meno aperte a nuove iscrizioni. Ora che le primarie sono finite però, che si torni a parlare di politica, che si realizzi quanto Pier Luigi Bersani ha dichiarato, ebbro di gioia, dopo la sua vittoria. Massimo D’Alema, che si era schierato senza equivoci in modo netto contro il rottamatore fiorentino, ha dichiarato dopo la vittoria di Bersani che Renzi era diventato il candidato di tutti contro il Pd; per questo motivo alla fine avrebbe perso, perchè il popolo del Pd avrebbe scoperto in tempo che Renzi veniva usato come ariete dal centrodestra  per scardinare il centrosinistra. D’Alema ha anche accusato i media di aver voluto far credere agli italiani che Renzi poteva vincere per davvero, alimentando quindi la tensione fino all’ultimo senza in realtà un vero collegamento con la realtà. Renzi dal conto suo si è presentato di fronte ai microfoni di La 7 con gli occhi lucidi, parlando con sportività di una sconfitta indiscutibile, ma facendo capire di essere anche consapevole di aver portato a casa molto, con quel 38,8%. In molti infatti si chiedono che cosa ne sarà ora del Pd, Renzi manterrà la sua promessa di mettersi al servizio del Pd nonostante la sconfitta, oppure lavorerà nell’ombra per realizzare una scissione lungo le linee di faglia evidenziate proprio dalle primarie?

Bersani dopo aver vinto ha voluto ringraziare apertamente tutti i 100.000 volontari che hanno reso possibili le primarie, ma soprattutto ha voluto ringraziare i socialisti e Sinistra e Libertà di Vendola, con quest’ultimo che si è speso in prima persona per favorire il drenaggio di voti verso Pier Luigi Bersani. Il segretario del Pd ha parlato apertamente di “profumo di sinistra”, confermando e rinsaldando quindi quell’opzione “laburista” proposta sul tavolo per sedimentare uno schieramento di sinistra più ampio, da Vendola fino a Diliberto e forse, De Magistris. Finite le diatribe interne ora il Pd potrà concentrarsi nell’aspetto più importante, quello delle alleanze. Ce la farà Bersani a resistere alle sirene del centro e a creare un centrosinistra degno di questo nome capace di ambire al governo del Paese? Ora inizia la politica, quella vera, e ben presto ci sarà modo di scoprire se la linea proposta da Bersani era davvero quella giusta. Intanto ci auguriamo che quanto detto da Bersani riguardo al vincere con verità e sincerità sia corrispondente al vero.

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