#PrimoMaggio. Una festa amara per una generazione dimenticataTribuno del Popolo
sabato , 27 maggio 2017
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#PrimoMaggio. Una festa amara per una generazione dimenticata

#Lavoro #Primomaggio. E’ stata una festa dei Lavoratori amara per milioni di italiani, resa ancora più amara dai dati Istat che fotografano una situazione occupazionale devastante. E come se non bastasse l’inaugurazione dell’ #Expo per molti che un lavoro non ce l’hanno oppure lo hanno perso, rappresenta per certi versi una beffa farsesca. 

Un Primo Maggio dal sapore amaro quello del 2015 per gli italiani, forse perchè il Paese si trova da tempo in un’emergenza occupazionale che rende impossibile parlare di #lavoro con serenità. Sono troppi infatti quelli che il lavoro non ce l’hanno, oppure l’hanno perso, oppure ne hanno uno precario e malpagato. In particolare non può certo dirsi la festa dei giovani dal momento che l’Istat proprio a ridosso del Primo Maggio ha snocciolato i nuovi drammatici dati sull’occupazione giovanile, che ormai rasenta quasi il 50% con solo Croazia, Spagna e Grecia peggio dell’Italia. Come se non bastasse il governo italiano sembra quasi non curarsi della situazione, e in questo Renzi non si è mostrato molto diverso da Berlusconi, lo stesso che diceva che la crisi non c’era e i ristoranti erano pieni. Ora Renzi dice agli italiani di “stare sereni” perchè con l’Expo l’Italia avrà finalmente la tanto attesa occasione di uscire dalle secche della crisi, anche se ancora non sono riusciti a spiegare in che modo dal momento che l’ #Expo sembra più una vetrina per le multinazionali che un’occasione per giovani senza lavoro.

Non c’è niente da festeggiare dal momento che i più giovani vengono ormai trattati alla stregua di numeri e non come individui con una propria dignità. Il #Lavoro del XXI secolo sembra essere molto vicino al concetto di lavoro del XIX secolo, ovvero un lavoro a tutto vantaggio dell’imprenditore che diventa anche “padrone” in quanto deus ex machina dell’intero processo lavorativo. I lavoratori diventano in questo modo semplici risorse che l’imprenditore può disporre a proprio piacimento avendo come unico obiettivo quello del profitto fine a se stesso. Stando così le cose appare davvero beffardo scendere in piazza a celebrare il #PrimoMaggio perchè mai come oggi i diritti dei lavoratori, soprattutto in Italia, sono in arretramento. Mai come oggi le forze politiche che vogliono difendere il #Lavoro e i lavoratori sono storicamente sconfitte, un motivo in più per utilizzare questo giorno di festa per riflettere sul profondo significato del lavoro.

Nonostante quello che ci raccontano Renzi, Farinetti e soci infatti, il lavoro è ancora oggi troppo spesso sfruttamento, lo è per i giovani, lo è per i migranti e per le donne, lo è per gli over 50 che perdono il lavoro e sono impossibilitati a trovarne un altro. Di lavoro inoltre si muore, troppo spesso, e con la crisi la prima cosa su cui le aziende tagliano è proprio la sicurezza dei lavoratori. In una situazione così drammatica appare davvero paradossale osservare il consueto teatrino di celebrazione di un #Lavoro che non esiste più. Avremmo preferito vedere una piazza pacifica sì, ma di lotta, con cittadini e lavoratori consapevoli di dover finalmente fare di nuovo sistema per opporsi alla lotta di classe che, sapientemente, viene diretta ai danni della classe lavoratrice.

Gb

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