Progetto Luna(re)Tribuno del Popolo
lunedì , 22 maggio 2017
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Progetto Luna(re)

Progetto Luna(re)

La Luna secondo le tradizioni popolari, secondo il retaggio culturale folkloristico dei paesi asserragliati nel loro provincialismo mistico e magico, ma anche secondo la moderna magia metropolitana, secondo soprattutto studi scientifici quindi frutti reali non solo raccontati ma anche appurati, influisce sugli uomini nei modi più disparati. L’esempio concreto e poetico di tutte queste teorie si trasfonde in una band “lunatica” e magica che dalla Luna prende il nome e l’amore per la bellezza raccontata in melodia.

Stiamo parlando della band torinese “Progetto Luna” vincitrice dei seguenti concorsi: Concorso nazionale Rockelo 2011 (Montebello Vicentino) – 7° edizione nazionale di Music..Ale 2012 (Pisa) – Festival Sanremo Autori 2013 (Ariston Sanremo) – Concorso nazionale Live Song Festival 2013 Editi e distribuiti dalla Videoradio nel 2012 per il solo disco “Ogni tanto sento le voci”. I cui componenti sono: Max Paudice (voce,chitarra) Marco Francavilla (tastiere,vocoder,sequencer) Alessandro De Carne (basso,voce) Giorgio Masieri (Batteria). Il “Progetto Luna” nasce nel 2009 “nella parte oscura del nostro satellite” da un’idea di Max Paudice e Marco Francavilla. L’idea si concretizza dopo aver coinvolto Gionathan D’Orazio, Alessandro De Carne ed Emanuele Nifosi. Il loro obiettivo: è Sperimentazione, fusione ed alterazione di suoni, unite alla miscelazione/contaminazione delle diverse esperienze musicali. Tutto ciò porta a scrivere canzoni e musiche ispirate allo spazio, con la spasmodica voglia di trasmutare in armonizzazioni i problemi quotidiani. Il punto chiave è la grande influenza della Luna sul pianeta Terra, culla delle esperienze che la band cerca di raccontare attraverso le proprie canzoni. Durante i live concedono innesti multimediali fatti di video, effetti sonori e coreografie, immersi in un groove a Tipicamente rock. I “Progetto Luna” c’insegnano che l’arte non ha limiti e ha il potere di interconnettersi fra le più svariate forme di se stessa. L’esempio lampante è la loro musica che non si arresta ad un unico genere predefinito o statico, ma ne ingloba magistralmente di diversi, riuscendo a concedersi il lusso dell’equilibrio senza strafare o cadere nel vezzo dell’eccesso. I “Progetto Luna ci insegnano a disintegrare lo stereotipo del limite avendo il coraggio di andare oltre, fino a poterla davvero toccare quella luna che dalle notte dei tempi ci affascina. All’interno del primo album spiccano tra le canzoni più coinvolgenti e melodiche “Gioia e il solitario”, “Fastidiosi Rumori”, “Quello che vorrei” e “Ridere di Nuovo”. I ragazzi però non si fermano innanzi al successo scaturito dalle tracce ma continuano a mettersi alla prova e a produrre nuovi componimenti, che ben presto avremo modo di ascoltare all’interno del secondo album, gemello diverso del primo d’esordio “Ogni tanto sento le voci”. Max Paudice racconta convinto, che il segreto per far sì che una canzone sia perfetta è curare in modo minuzioso e millimetrico gli arrangiamenti, cosicché i dettagli anche più impercettibili sovrapponendosi, sfiorandosi e commistionandosi creino quell’armonia speciale che una canzone deve possedere per poter sparpagliare brividi sulla pelle dell’ascoltatore. I “Progetto Luna” saranno lunatici quanto vuoi ma quando mettono le mani addosso agli strumenti persino la luna vibra a ritmo di chitarra.

Per info e maggiori informazioni visitate la pagina FB

Chiara Nirta

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