Turchia ai ferri corti anche con Washington?Tribuno del Popolo
sabato , 16 dicembre 2017
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Turchia ai ferri corti anche con Washington?

 

Ankara si mostra sempre più imprevedibile nello scenario internazionale e dopo la crisi di novembre con Mosca sembra che anche i rapporti con Washington stiano subendo una brusca ridimensionata a causa della vicenda curdi. Gli Usa hanno infatti detto pubblicamente di non ritenere il partito di Unione Democratica Curdo (PYD) un gruppo terroristico, causando a Erdogan e soci un fortissimo mal di pancia. 

Che i rapporti tra Turchia e Usa siano giunti a un punto di non ritorno? Difficile a dirsi dato che Ankara finora è stato un alleato preziosissimo della Nato anche e soprattutto in chiave antirussa. Però Erdogan da tempo si è fatto trasportare in una spirale bellicistico-autoritaria che sta creando il vuoto intorno a lui, non che la cosa dispiaccia a Washington, da sempre molto solerte nell’indicare le violazioni dei diritti umani altrui, meno nel constatare quelle dei propri alleati. E infatti non è su questo che si stanno incrinando i rapporti tra Usa e Turchia, semmai per il rapporto con i curdi che, come si sa, rappresentano il vero spauracchio e il vero obiettivo di Erdogan. Innanzitutto la Turchia considera apertamente i curdi siriani come la stessa cosa dell’Isis, e già questo dovrebbe far trasalire dato che il mondo occidentale nel 2014 guardava proprio ai curdi come ai propri alleati che difendevano Kobane dalla furia jihadista. Erdogan considera anche il partito di Unione Democratica Curdo, Pyd, alla stregua di un gruppo terroristico, e si sarebbe aspettato che tale visione venisse condivisa anche dagli altri paesi della Nato. Qualche giorno fa il portavoce del Dipartimento di Stato Usa John Kirby ha detto chiaramente che Washington e Ankara non hanno una visione unitaria sulla materia, fatto questo che ha mandato, letteralmente, il Sultano Erdogan fuori di testa.

Come ha riferito Hurriyet  già nel settembre 2015 Erdogan accusava gli Usa di sbagliarsi nel non ritenere il PYD, e ovviamente anche l’YPG e il PKK delle organizzazioni terroristiche. Come riferisce l’agenzia di stampa Askanews (Fonte Afp) in risposta alle recenti dichiarazioni di John Kirby, che ha ribadito di non ritenere il Pyd una organizzazione terroristica, Ankara ha deciso di convocare l’ambasciatore statunitense in Turchia. Questo cosa potrebbe significare? Una rottura tra Washington e Ankara appare improbabile ma bisogna tenere conto che i curdi siriani finora sono stati in buoni rapporti con gli americani e che ultimamente il network russo Sputniknews ha parlato di una possibile alleanza tra i curdi siriani e Mosca, fatto questo che sarebbe intollerabile per Ankara. E “perdere” i curdi sicuramente agli Usa non converrebbe motivo per cui alla Casa Bianca qualcuno potrebbe anche pensare di “scaricare” l’ingombrante Sultano prima che la sua politica estera spregiudicata ingigantisca ulteriormente l’incendio siriano.

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