Prorogate le insensate sanzioni alla SiriaTribuno del Popolo
lunedì , 16 gennaio 2017
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Prorogate le insensate sanzioni alla Siria

Prorogate le insensate sanzioni alla Siria

La Siria è un paese in ginocchio con milioni di sfollati e intere città distrutte eppure l’Unione Europea ha deciso di prorogare ancora di un anno le sanzioni a Damasco. Una misura che non colpirà Assad come nella mente degli ideatori di queste sanzioni bensì la popolazione civile, e non è nemmeno difficile capirlo…

Suona quasi come una rappresaglia nei confronti dei siriani la decisione presa da parte dell’Unione Europea di prorogare per un altro anno le sanzioni alla Siria. Suona come una rappresaglia perchè davvero riesce difficile comprendere il perchè di questa scelta che andrà a colpire soprattutto un popolo, quello siriano, già colpito da cinque anni di guerra. Non sono bastati oltre trecentomila morti e milioni di sfollati per fermare la follia della guerra, e non a caso l’opposizione ad Assad continua a ricevere assistenza da Qatar, Arabia Saudita e Turchia, rinfocolando così la guerra. Eppure il Consiglio Europeo ha deciso di estendere le misure restrittive contro la Siria  fino all’1 giugno 2017 andando così a colpire principalmente la popolazione civile dal momento che tali sanzioni comprendono l’embargo sul petrolio, restrizioni su alcuni investimenti, il congelamento dei beni della Banca Centrale della Siria in UE, restrizioni su esportazioni di tecnologie varie, comprese quelle legate a internet e comunicazioni. Non si tratta certo di misure volte a far finire la guerra, semmai l’interno è sin troppo chiaro: si cerca di peggiorare la vita dei siriani in modo di destabilizzare il governo di Assad. Inutile l’appello lanciato dal Comitato italiano contro le sanzioni alla Siria che citava vari religiosi che raccontavano come tale embargo avrebbe colpito solo la popolazione civile. Insomma delle sanzioni folli che scaricheranno sui civili il costo della guerra, una guerra che l’Ue finge di non vedere come diretta responsabilità. Se solo l’Ue avesse un minimo di onestà intellettuale dovrebbe riconoscere che Assad, senza consenso, non avrebbe mai potuto nemmeno lontanamente neanche pensare di rimanere in sella per oltre cinque anni. Evidentemente le bande di ribelli jihadisti non hanno più consenso di lui, eppure l’embargo va a colpire proprio quei siriani che da cinque anni cercano semplicemente di sopravvivere, non andranno certo a colpire il governo di Damasco che ormai ha preso le armi da cinque anni e non si farà fermare dalle sanzioni.

Tribuno del Popolo

 

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