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domenica , 22 ottobre 2017
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Proteste a New York per morte di un giovane afroamericano

La polizia di Brooklyn ha arrestato decine di persone nel corso delle proteste che continuano oggi per il quarto giorno consecutivo a New York a seguito della morte di un giovane afroamericano. 

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Secondo Prensa Latina a New York sarebbe oggi in atto il quarto giorno consecutivo di proteste a causa della morte di un giovane afroamericano. Si tratta di un adolescente di 16 anni, Kimani Gray, che sarebbe stato ucciso da una pattuglia sabato scorso in un incidente controverso. La famiglia della vittima ha subito denunciato i militari per presunto razzismo e la manipolazione della scena e delle prove. Un cugino del defunto, Ray Charles, ha spiegato che a non convincere è proprio la versione estremamente strana dei fatti offerta dall’ufficio dello sceriffo. Kimani era un ragazzo molto tranquillo, odiava le armi, ed è stato accusato di essere apparso all’improvviso e di notte con una pistola calibro 0,38. Secondo alcuni funzionari di polizia coinvolti nel caso, Gray avrebbe agito in modo sospettoso quando gli agenti gli si sono avvicinati. Poi gli hanno puntato la pistola e gli hanno dovuto sparare sette colpi per fermarlo. I primi test medici effettuati hanno però dimostrato che Kimani è stato colpito almeno sette volte, alla schiena, al petto, alla spalla, alle costole, alle gambe e anche agli avambracci, come ha riferito l’emittente italia NBC News. Subito dopo la morte si sono tenute manifestazioni pubbliche a  East Flatbush e a Brooklyn, e ogni sera centinaia di persone hanno acceso candele per le strade per ricordare alle autorità il disagio patito dalla comunità afro-americana. Si tratta dell’ennesimo caso di morte sospetta di un cittadino afroamericano, e questo caso ricorda per certi versi quello di Trayvon Martin, ucciso il 26 febbraio 2012 dalla guardia privata George Zimmerman, che sostiene di aver agito per legittima difesa. Non è la prima volta che la morte di un cittadino afroamericano in circostanze poco chiare dà il fuoco alle polveri per rivolte di strada, basti pensare a quanto successo a Los Angeles nel 1994, quando la città venne letteralmente messa a ferra e fuoco dopo il pestaggio di un camionista operato dalla polizia.

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