Putin e Obama verso un disgelo?Tribuno del Popolo
sabato , 22 luglio 2017
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Putin e Obama verso un disgelo?

Niente di certo ma si rincorre una voce da qualche giorno, ovvero che dopo l’accordo storico sul nucleare iraniano e il ritiro delle armi pesanti da parte dei miliziani filorussi nel Donbass ci possa essere un inizio di “disgelo” nei rapporti tra Casa Bianca e Cremlino. Che si sia di fronte a un nuovo cambio di strategia da parte degli Stati Uniti dopo la mancata spallata alla leadership di Putin?

Fino a nemmeno un mese fa negli Stati Uniti i media descrivevano Vladimir Putin come una sorta di quintessenza del dittatore e del male. La Russia veniva dipinta come una minaccia per la sicurezza degli Usa e il mondo ha trattenuto il respiro quando Nato e Russia hanno rischiato di fronteggiarsi per il focolaio ucraino. Qualcosa però sembra lentamente cambiare, forse perchè la strategia della Guerra Fredda 2.0 adottata dalla Casa Bianca ha fallito nel creare una rivoluzione colorata interna alla Russia per rovesciare Putin. Forse Obama, preso atto del fallimento della contrapposizione totale con la Russia, potrebbe aver scelto di percorrere un’altra via. Lo ha dimostrato concedendo una interessante intervista a Thomas Friedman per il New York Times.

Obama ha ammesso senza giri di parole che senza la partecipazione di Mosca sarebbe stato impossibile raggiungere l’accordo sul nucleare iraniano, ovvero quello che viene presentato come il principale successo degli Stati Uniti nell’ambito diplomatico degli ultimi trent’anni. Strano e bizzarro dato che fino a poco tempo prima la Casa Bianca considerava la Russia come un pericolo per la sicurezza nazionale come lo Stato Islamico. Ora invece Obama ha detto di apprezzare il ruolo costruttivo giocato da Putin e dai negoziatori russi nei colloqui con l’Iran. Anche parlando di Ucraina, la vera ferita incancrenita nel cuore dell’Europa dove gli Stati Uniti hanno puntato forte in chiave antirussa, Obama non ha più parlato di aggressione russa bensì di “differenze”di vedute, anche questo secondo molti un chiaro tentativo di pacificazione.

Si unisca a questo il fatto che le milizie filorusse del Donbass abbiano cominciato in queste ore a ritirare le armi pesanti dal fronte, questo nonostante ci siano continue violazioni del cessate il fuoco anche da parte delle milizie volontarie fedeli a Kiev. Dato che il governo filoamericano di Poroschenko ora sta avendo problemi “da destra” con le milizie ultranazionaliste e neonaziste ecco che si potrebbe fare qualche passo in avanti verso la de-escalation nel Donbass. Come segnalato da SputnikNews però, questo riavvicinamento tra Usa e Russia potrebbe allarmare paradossalmente l’Unione Europea. Dopo che l’Ue ha seguito in modo prono gli ordini della Casa Bianca sulle sanzioni contro la Russia infatti, i leaders europei potrebbero venire beffati una seconda volta con la Casa Bianca che potrebbe riprendere rapporti normali con la Russia prima della stessa Europa, l’ennesimo segno della cecità delle istituzioni europee. Ancor più che i paesi europei dovranno pagare un prezzo enorme proprio a causa delle sanzioni inflitte alla Russia. Per non parlare del fatto che l’accordo di associazione tra Ue ed Ucraina potrebbe costare ai contribuenti europei molto salato, molto più di un eventuale salvataggio della Grecia ad esempio, solo che ad Atene non si è consumato nessun golpe.

Insomma, alla Casa Bianca vedendo che non erano in grado di distruggere economicamente la Russia hanno pensato di prendere due piccioni con una fava e indebolire sia Mosca che l’Ue? Oppure tutto questo va interpretato come un successo della Russia e come un disperato tentativo della Casa Bianca di correre ai ripari?

Gracchus Babeuf

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