Qatar. Si preparano i mondiali della vergogna sulla pelle dei lavoratoriTribuno del Popolo
venerdì , 20 gennaio 2017
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Qatar. Si preparano i mondiali della vergogna sulla pelle dei lavoratori

Qatar. Si preparano i mondiali della vergogna sulla pelle dei lavoratori

Nel 2022 si terranno in Qatar i mondiali di calcio. Peccato che nel paese del Golfo Arabo le condizioni dei lavoratori siano simili allo schiavismo, e secondo il The Guardian ne morirebbe almeno uno al giorno nell’indifferenza generale.

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Un lavoratore al giorno. Questo è il vero e proprio bollettino di guerra che arriva dal Qatar, dove da quando sono stati fissati i mondiali di calcio nel 2022, si assiste a una vera e propria mattanza di lavoratori. Lo ha sottolineato l’autorevole The Guardian, che ha rivelato che nella costruzione degli impianti per i mondiali morirebbe almeno un lavoratore al giorno. Muoiono per assenza di acqua e arresti cardiaci, costretti a lavorare come schiavi a temperature proibitive e spesso con gli stipendi “sequestrati” per evitare che fuggano. Si tratta quasi esclusivamente di migranti provenienti dalle regioni più povere del mondo che giungono in Qatar seguendo un sistema tutto particolare: ovvero per lavorare in Qatar hanno bisogno di uno sponsor, che quasi sempre diventa il loro datore di lavoro. Senza permesso del datore di lavoro non è possibile entrare o lasciare il Paese, e neppure cambiare lavoro. Insomma un vero e proprio sequestro di persone costrette a vivere alla stregua di schiavi, e senza alcuna protezione legale. Il sistema in pratica lascia i lavoratori migranti alla mercè dei loro datori di lavoro che possono anche permettersi di non pagare stipendi e di sfruttare in mille modi diversi i loro dipendenti. Il Qatar attualmente è il Paese del Golfo con la più alta percentuale di lavoratori migranti in rapporto alla popolazione totale, fatto questo ammesso dalla stessa emittente locale Al Jazeera. Attualmente il Qatar dispone di una popolazione di 1,7 milioni di persone, con circa il 94% di loro che sarebbero stranieri, quasi tutti lavoratori non specializzati. Secondo alcune stime il Qatar dovrà assoldare un altro milione e mezzo di lavoratori per costruire strade, infrastrutture e stadi in vista dei mondiali del 2022.

L’ambasciata del Nepal avrebbe poi raccolto varia documentazione che proverebbe lo sfruttamento vero e proprio dei lavoratori. Lo ha detto anche il Guardian, ricordando come il paese asiatico fornisca oltre il 40% dei lavoratori attivi in Qatar. Tra il 4 giugno e l’8 agosto sarebbero morti almeno 44 lavoratori nepalesi, di cui circa il 50% a causa di attacchi di cuore e incidenti sul lavoro. Alcuni di loro sono stati fatti lavorare in condizioni disumane a oltre cinquanta gradi centigradi senza poter accedere all’acqua. Non solo, alcuni di loro subirebbero anche punizioni vere e proprie, e sarebbero stati costretti a lavorare un giorno interno senza mangiare nulla. Insomma in Qatar esisterebbe un vero e proprio sistema di lavori forzati come sottolineato anche da Aidan McQuade, direttore di “Anti-Slavery International“. Attualmente il Qatar sta spendendo una cifra stimata di 100 miliardi di dollari in progetti di infrastrutture per supportare i Mondiali. Secondo McQuade il governo del Qatar avrebbe promesso di prendere provvedimenti e di condurre delle indagini, ma intanto le condizioni dei lavoratori rimangono disperate, e nessuno sembra indignarsi dal momento che il Qatar viene considerato un paese “buono”, in quanto saldo alleato dell’Occidente. Inoltre ricorderete tutti le foto dei cani uccisi in Ucraina per i Mondiali, spesso dei fake, e l’ondata di indignazione che scatenarono in tutto il mondo. Nessuno sembra preoccuparsi degli esseri umani però, specie se si tratta di “schiavi” che lavorano in paesi come il Qatar.

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