Quando all'Occidente l'Islam progressista non andava bene...Tribuno del Popolo
domenica , 28 maggio 2017
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Quando all’Occidente l’Islam progressista non andava bene…

Quelli che propongono lo schema dello scontro tra civiltà tra Occidente e Islam dimenticano che nel corso del XX secolo esisteva eccome un Islam moderato e progressista, ma l’Occidente per motivi geopolitici preferì fare la scelta di combatterlo.

Oggi si tende a identificare l’Islam come una massa indefinita di estremisti che sono ostili all’Occidente e ai suoi valori e che, in modo aggressivo, vorrebbero imporre la loro religione anche a noi. Si tratta di una presa di posizione molto semplice che tende a distinguere il mondo dell’Occidente da quello dell’Islam intendendo entrambi come due estremi polarizzati che rappresentano valori opposti. Questa però si tratta di mera propaganda dal momento che già nel passato dell’umanità è possibile raccogliere dalla storia elementi che ci permettono una maggiore comprensione del tema. Innanzitutto basterebbe scorrere indietro nel tempo per verificare come nel Medioevo il mondo dell’Islam fosse tendenzialmente ben più progressista di quello occidentale, all’epoca intriso di oscurantismo e intolleranza. Quell’Occidente si macchiò di crimini come le Crociate e non permetteva di certo a nessuno di praticare una religione diversa da quella cristiana in Occidente. Viceversa il mondo arabo e islamico si mostrava più aperto e tollerante anche se chiaramente tutto ciò non rimase cristallizzato nel tempo. Con il passare dei secoli in Occidente sono avvenuti cambiamenti epocali, vere e proprie rivoluzioni che a prezzo anche di un altro tributo di sangue hanno permesso alle masse occidentali di guadagnare libertà individuali e soprattutto di dividere la laicità dello Stato dalla religione. In realtà nel corso del XX secolo qualcosa di simile è cominciata anche nel mondo islamico, basti pensare ai tempi della decolonizzazione e della Guerra Fredda, tempi in cui alcune parti dell’Islam diventarono permeabili al progressismo e alle idee socialiste, basti pensare a Nasser in Egitto, ai partiti Baath nel mondo arabo, allo stesso Gheddafi e ad altre esperienze di questo tipo, per carità non certo governi democratici ma comunque un significativo passo in avanti verso la modernità e la laicità rispetto all’oscurantismo jihadista. Quello che si omette di raccontare nella narrazione odierna dell’Occidente è che tali forze progressiste e laiche sono state combattute con ogni mezzo dall’Occidente in quanto erano potenziali alleati dell’Unione Sovietica contro l’imperialismo. Eh sì perchè gli arabi progressisti non era propriamente favorevoli alla cessione delle loro risorse agli interessi dell’Occidente e anzi, vedevano di buon occhio il campo dei “Non Allineati”, diventando così sostanzialmente dei potenziali alleati del campo sovietico. Da qui la decisione del mondo occidentale di favorire ovunque, nel mondo arabo, quelle fazioni più integraliste al fine di dividere e scatenare il caos in tutto il Medio Oriente. Possiamo fare anche dei nomi parlando ad esempio dell’Afghanistan dove Zbigniew Brzezinski, politico e politologo statunitense nonchè anche consigliere per la sicurezza nazionale durante la presidenza di Jimmy Carter dal 1977 al 1981, lasciò un segno indelebile. A quel tempo in Afghanistan si era affermato un governo laico e progressista che, tra le altre cose, permetteva alle donne di godere di pari diritti rispetto agli uomini. Brzezinski in chiave anti-Urss finanziò scientemente e armò i mujahideen, ovvero guerriglieri integralisti islamici, tra i quali si segnalava anche un giovanissimo Bin Laden. Lo ammise lui stesso nel 1998 in una intervista concessa al Le Nouvel Observateur’ (Francia), 15-21 gennaio 1998, nella quale l’intervistatore senza troppi giri di parole gli chiedeva:  Lei non si pente neanche di aver appoggiato il fondamentalismo islamico, avendo fornito armi e addestramento ai futuri terroristi?” e lui rispondeva: “Cos’è più importante per la storia del mondo? I Talebani o il collasso dell’impero sovietico? Qualche musulmano fomentato o la liberazione dell’Europa centrale e la fine della guerra fredda?“. Insomma l’Occidente ha scelto scientemente e consapevolmente di utilizzare l’Islam radicale per distruggere quello progressista reo di guardare più a Mosca che a Washington. Ogni fatto successivo è derivato da questa singola, scellerata, scelta. La sensazione è che l’Occidente preferisca trattare con paesi oscurantisti come l’Arabia Saudita, e magari lo stesso Stato Islamico, piuttosto che avere a che fare con paesi laici come la Libia, la Siria o l’Iraq che, evidentemente, non hanno intenzione di svendere le proprie risorse energetiche o di piegarsi a una determinata visione geopolitica del mondo. Del resto lo stesso Cacciari, filosofo ex sindaco di Venezia, intervistato da Rai News 24 sull’argomento nei giorni scorsi ha detto: ”L’Islam che guarda con simpatia ai diritti delll’Occidente è esistito e ha affrontato generose lotte nei suoi paesi, ma non è mai stato aiutato dall’Occidente“.

Gracchus Babeuf

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