Quando anche la "rivoluzione" diventa un BusinessTribuno del Popolo
mercoledì , 29 marzo 2017
Ultime Notizie
Link Sponsorizzati:

Quando anche la “rivoluzione” diventa un Business

Il capitalismo trasforma letteralmente qualsiasi cosa in denaro e persegue coerentemente una cosa sola: il profitto. Ecco come il sistema capitalistico assorbe con efficacia anche la “rivoluzione” che diventa semplicemente un nuovo brand per affascinare cittadini un pò ribelli e magari fare soldi anche con loro. Questo perchè la “rivoluzione” brandizzata in salsa capitalistica  non dispone di alcun modello di società alternativa da contrapporre a quella attuale, a differenza dei “vecchi” rivoluzionari…

Con “V per vendetta” fino al recente “Mr Robot” assistiamo a un processo davvero singolare, ovvero quello della brandizzazione della “rivoluzione” intesa come un sommovimento radicale dello status quo. In tanti anche negli Stati Uniti cominciano a parlare apertamente di una possibile “insurrezione” dei cittadini contro un sistema economico che viene percepito sempre di più come ingiusto. Questo conferma che le crescenti ingiustizie, che sono sotto gli occhi di tutti, creano una sempre maggiore consapevolezza nei cittadini del mondo della natura di questo sistema. Il capitalismo neoliberista però ha come unico fine il profitto di conseguenza la tendenza a trasformare qualsiasi cosa in un #brand è insita nel sistema stesso, e funziona in quanto la semplice rabbia causata dall’ingiustizia non rappresenta un pericolo alla sopravvivenza del sistema, che ormai è riuscito in decenni di propaganda a farsi percepire come l’unico sistema possibile. Così anche la rivoluzione diventa brand e viene utilizzata per realizzare profitti, disinnescando in questo modo ogni sua portata di cambiamento. Anche perchè un semplice ribellismo contro le ingiustizie che non ha idea di cosa contrapporre al sistema che vuole abbattere diventa un semplice movimento che può essere tranquillamente disinnescato e cooptato all’interno dello stesso sistema. Viceversa ogni pulsione rivoluzionaria che sia costruita su una ideologia, e dunque una critica scientifica dell’esistente e sulla proposta di un modello alternativo, viene subito realmente avversata e marginalizzata in quanto realmente pericolosa. Non a caso i vari movimenti Occupy o degli Indignados diventano nella visione capitalistica una componente della società che può essere utilizzata per realizzare profitti in quanto non si trattava di movimenti che volessero lottare per un nuovo modello di società ma semplicemente di persone che volevano testimoniare la necessità di un cambiamento, il che è ovviamente una cosa completamente differente.  E questo spiega anche perchè personaggi come Marx e Lenin vengano trattati come paria in quanto si tratta di personaggi che non protestavano semplicemente contro un sistema ingiusto ma che hanno realizzato e teorizzato un sistema diverso, ed è questo che davvero spaventa a morte l’establishment. Anche “V per Vendetta” che si scagliava contro la corruzione e le ingiustizie della classe politica reclamando un ruolo di bilanciamento da parte del popolo non proponeva nei fatti di sostituire questo sistema con un altro sistema ma semplicemente di “rimuovere” i disonesti e la corruzione, come se eliminando le mele marce il sistema diventasse automaticamente giusto. E invece no, Marx ha costruito la sua forma spiegando che il capitalismo origina inevitabilmente le ingiustizie e proprio per questo andrebbe abbattuto. Una  differenza non da poco.

GB

Tribuno del Popolo

Link Sponsorizzati:

Commenti chiusi.

Link Sponsorizzati:
Scroll To Top