Poco tempo fa un imprenditore italiano ha freddato a colpi di pistola due operai. Storie di ordinaria disperazione che ormai lasciano indifferenti, mentre la morte, seppur tragica, di un orso, scatena lo sdegno del web.Tribuno del Popolo
giovedì , 23 marzo 2017
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Quando le vite di due operai valgono meno di zero

Poco tempo fa un imprenditore italiano ha freddato a colpi di pistola due operai. Storie di ordinaria disperazione  che ormai lasciano indifferenti, mentre la morte, seppur tragica, di un orso, scatena lo sdegno del web. Due pesi e due misure che la dicono lunga sul nuovo sistema di valori della nostra società. 

Il titolo che abbiamo scelto è forse un pò forte, ma purtroppo è proprio quello che accade. Nel 2014, in pieno mondo globalizzato e nell’impero della tecnologia, siamo tutti interconnessi e notizie di ogni genere girano vorticosamente. La morte dell’orsa Daniza, tragica e ingiusta, ha scatenato un vero e proprio putiferio con migliaia di utenti che si sono sbizzarriti nell’offendere il genere umano e nel manifestare la propria rabbia e tristezza per l’accaduto. Abbiamo già scritto a questo riguardo qualche giorno fa, sottolineando come anche noi siamo molto tristi e siamo assolutamente contro ogni violenza gratuita ed evitabile contro gli animali, detto questo, esprimiamo un nostro libero giudizio e troviamo assolutamente intollerabile che i media e la società civile dedichino più spazio alla morte di un’orsa piuttosto che a quella di due operai freddati a colpi di pistola dal loro ex datore di lavoro. E’ successo a Fermo, dove due operai di origine slava hanno chiesto gli arretrati al loro ex datore di lavoro, tale Gianluca Ciferri, che in tutta riposta li ha uccisi. Ovviamente Ciferri sostiene di essere stato aggredito e di aver reagito per legittima difesa, e a verificare quanto le sue parole siano vere ci penseranno gli inquirenti, come è giusto che sia. Ma troviamo assolutamente agghiacciante che questa e altre notizie passino come se fossero notizie come tante altre, mentre notizie di cani abbandonati commuovono e fanno piangere il web. Anche questo è lo specchio della disumanizzazione, del cinismo e della totale indifferenza nei confronti delle sofferenze altrui determinata dal mondo in cui viviamo, un mondo dove tutti sono disposti a mettere a morte chi maltratta i cani ma dove si tollera che gli esseri umani vengano sfruttati, violentati, schiavizzati. Anche noi conosciamo persone assolutamente indifferenti di fronte alle guerre, ai naufragi, ma che invece sono pervasi da un fuoco indignatorio a ogni sopruso subito dagli animali perchè si sa, loro sono “buoni” e non possono difendersi. Come se i bambini uccisi dalle bombe o gli operai che perdono il lavoro e la casa fossero invece colpevoli di essere degli esseri umani. Così in questo XXI secolo democratico capita che cani e gatti in Occidente vivono meglio di molti esseri umani nel 70% restante del mondo. Ma tutto questo, signori e signore, non vi indigna. Vi indignavano invece le voci dei cani massacrati in occasione degli Europei in Ucraina, non vi indignano, due anni dopo, le storie di uomini trattati come cani, nella stessa Ucraina.

Gb

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