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sabato , 22 luglio 2017
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Quando l’elettronica brucia la carta

E-book contro libri: la guerra è aperta e quanto mai feroce, con le nuove tecnologie che rischiano di scalzare l’editoria classica. Ma è davvero la fine del libro? Focalizziamo lo sguardo su questo fenomeno.

Tratto da http://oltremedia.weebly.com/

Ormai li conosciamo tutti, quelli che in gergo vengono chiamati “Tab”. Mini computer di grandezza variabile tra il palmo di una mano e un foglio A4, sono sempre più presente nella vita quotidiana delle persone. Non serve neanche possederne uno, basta farsi un giro in metro o sugli autobus e ne vedremo a valanghe, tutti utilizzati dai nostri casuali compagni di viaggio. I costi di questi oggetti, come le loro forme e dimensioni, sono molto variabili. Si passa dai quasi mille euro dai prodotti migliori e più avanzati, ai novanta dei modelli per così dire “base”. Ma attenzione, più che il costo o le prestazioni è interessante interrogarsi sulla sfida che questi oggetti hanno lanciato al re indiscusso della cultura e del sapere: Il libro.

Tralasciando infatti le mille funzioni collaterali, e spesso superflue, che offrono i Tab, è sicuramente la lettura che sta alla base dell’utilizzo di questi oggetti. La loro leggerezza, li rende più piccoli di un libro tascabile, la loro memoria contiene migliaia di libri contemporaneamente e i loro schermi garantiscono una lettura chiara e non faticosa per gli occhi. Prendiamo ora ad esempio un tipico E-book Reader, ovvero un Tab che come unica funzione fornisce proprio la lettura di libri digitalizzati: in dieci centimetri quadrati, comodamente trasportabili in tasca o in borsa, abbiamo la possibilità di avere sempre a disposizione una libreria con 3000 tomi, di qualsiasi genere. Possiamo richiamarli velocemente, prendere appunti e sottolineare parte del testo senza preoccupazioni, e persino tradurre qualche termine che incontriamo durante la lettura grazie ai vocabolari sempre a disposizione. Facendone poi un utilizzo moderato, da lettore non troppo accanito, dovremo curarci di ricaricare il nostro E-book, non più di una volta la mese.

Fatto sta che questi oggetti sono sempre più utilizzati, lo dimostra soprattutto l’espansione dell’offerta editoriale dei libri digitali. Questi “neo-libri” sono ormai reperibili ovunque, tutte le principali case editrici li hanno inseriti nei loro cataloghi. E non solo libri: anche riviste, quotidiani e manuali sono sempre più “tradotti” in digitale. Principale vantaggio è il costo, un E-book difficilmente costa più di dieci euro. Nonostante il costo ridotto a cui vengono venduti , questi file non sfuggono però al fenomeno della pirateria informatica. Non serve infatti essere degli Hacker per trovare su internet interi siti dedicati al download degli E-book, ce ne sono addirittura alcuni che alle otto del mattino rendono disponibili tutti i quotidiani del giorno. Un fenomeno, questo, difficile ma necessario contrastare.

Sintetizzando questi elementi appare evidente come la sfida tra gli E-book e i libri cartacei abbia un risultato abbastanza scontato. Ma i nostalgici e tradizionalisti che gridano al sacrilegio, che reputano impensabile sostituire le pagine, ruvide e macchiate di inchiostro nero, con un freddo e impersonale oggetto elettronico, dovrebbero tener presente come, nella storia, ogni nuova tecnologia non abbia mai soppiantato la precedente. La scrittura non ha sostituito la parola, la radio non ha sostituito il giornale, internet non ha surclassato la televisione. L’E-book difficilmente sostituirà il libro.

Più probabilmente lo integrerà, permettendo una fruizione del sapere più semplice, diffusa, e perché no, più economica. La smaterializzazione della conoscenza ha molti vantaggi, ma allo stesso tempo il fascino di tenere un libro tra le mani e immergersi nell’odore delle sue pagine non svanirà facilmente, come non svaniranno le librerie nelle case o le biblioteche nelle nostre città. E chissà poi se questa concorrenza inaspettata, che si trova a dover fronteggiare l’editoria, non produrrà un crollo del principio per cui il libro è ormai considerato un bene di lusso. E magari questa tecnologia riuscirà anche a coinvolgere il difficile pubblico giovanile, avvicinandolo al mondo della lettura. Staremo a vedere.

Marco Nobili
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