Quell' 8 settembre quanto tutto cominciòTribuno del Popolo
martedì , 30 maggio 2017
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Quell’ 8 settembre quanto tutto cominciò

L’8 settembre 1943 Pietro Badoglio, che era a capo del governo dal 25 luglio 1943, diede lettura dell’armistizio da Roma. L’Italia quindi uscì dalla maledetta alleanza con il nazifascismo di Hitler ma fu solo l’inizio di un lungo calvario che sarebbe finito solo due anni dopo. L’8 settembre però fu anche l’inizio della Resistenza contro l’occupante tedesco.

Secondo alcuni fu il momento più basso raggiunto dall’Italia quello in cui Pietro Badoglio diede lettura dell’armistizio che segnava l’uscita dell’Italia dalla guerra accanto a Hitler. Mussolini il 25 luglio era già stato arrestato ma in Italia i bombardamenti degli Alleati continuavano e diventarono intensissimi proprio pochi giorni prima dell’8 settembre per fare pressioni sul governo italiano e affrettare la data dell’armistizio. Alla fine gli Alleati decisero di annunciare comunque l’avvenuto armistizio l’8 settembre, imitati un’ora dopo da Badoglio. In Italia però c’erano già le truppe tedesche e il modo vergognoso con cui tutti i vertici militari e politici italiani fuggirono da Roma gettò tutti nello sconforto. Re Vittorio Emanuele III, suo figlio Umberto,Badoglio, fuggirono prima a Pescara e poi a Brindisi abbandonando di fatto al loro destino i militari italiani, lasciati completamente privi di indicazioni. Quasi 815.000 soldati italiani vennero infatti catturati dall’esercito nazista e destinati a diversi Lager in Germania. Dall’oggi al domani interi corpi d’armata abbandonarono alla disperata le proprie posizioni, e in molti erroneamente credettero che l’armistizio fosse la fine della guerra. Ma i tedeschi sapevano del messaggio dell’armistizio e non persero tempo mettendo in pratica l’”operazione Asse”, ovvero l’occupazione militare di tutta la penisola italiana. Fu a partire dall’8 settembre che ogni soldato italiano dovette compiere una scelta, e cioè decidere se darsi alla macchia come partigiani per combattere la neonata Repubblica di Salò che voleva continuare la guerra accanto ai nazifascisti, oppure allearsi direttamente con i tedescni disconoscendo l’armistizio. In quei giorni avvennero singoli atti eroici come la tentata difesa di Roma da parte di un pugno di eroi il 10 settembre. Alcuni soldati coadiuvati da civili volenterosi e da futuri partigiani combatterono contro i nazisti lasciado sul campo oltre mille morti.La mancata difesa della città rappresenta un capo di accusa ai vertici militari e politici italiani accusati di aver abbandonato la città ai tedeschi senza combattere. In ogni caso fu proprio da quei singoli atti di eroismo che si posero le basi per la futura resistenza partigiana contro il nazifascismo.

Il governo italiano, riconosciuta la impossibilità di continuare la impari lotta contro la soverchiante potenza avversaria, nell’intento di risparmiare ulteriori e più gravi sciagure alla Nazione ha chiesto un armistizio al generale Eisenhower, comandante in capo delle forze alleate anglo-americane.La richiesta è stata accolta.Conseguentemente, ogni atto di ostilità contro le forze anglo-americane deve cessare da parte delle forze italiane in ogni luogo.Esse però reagiranno ad eventuali attacchi da qualsiasi altra provenienza“, proclama dell’armistizio di Badoglio.

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