Quella Liberazione che non è finita..Tribuno del Popolo
venerdì , 26 maggio 2017
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Quella Liberazione che non è finita..

Si celebra oggi il 25 aprile, la Festa della Liberazione, a nostro dire il momento più nobile e alto mai raggiunto nella storia di questo Paese. Oggi  esistono ancora molti italiani che infangano le conquiste della Resistenza, purtroppo, con la complicità di settori delle istituzioni. 

“Voi fascisti porterete gli italiani alla rovina, a noi comunisti spetterà salvarla”, queste le parole con cui Antonio Gramsci commentò la presa al potere della dittatura fascista in italia, la stessa dittatura che mandò oppositori, comunisti e intellettuali al confino, spegnendo con la tortura della prigionia la fiammella inestinguibile del loro intelletto. E così fu, con i comunisti che diedero un contributo straordinario all’organizzazione della Resistenza e ai combattimenti contro i nazifascisti nel corso della durissima occupazione dell’Italia da parte delle truppe tedesche, e nel corso della follia della Repubblica di Salò. Non c’erano solamente i comunisti, certo, ma sarebbe ingiusto e mendace non sostenere che proprio i comunisti rappresentavano il nerbo e il cuore della Resistenza, furono loro a dare il maggiore contributo di sangue, furono loro a organizzare le Gap le Sap nei centri urbani del Nord Italia, colpendo senza tregua i nazisti e i fascisti, giorno dopo giorno, morto dopo morto. I partigiani offrirono il loro petto poco più che ventenni per liberare l’Italia, un sacrificio, il loro, che secondo noi ha scritto le pagine più luminose e straordinarie della storia d’Italia, rappresentando l’unica vera lotta di popolo che ha davvero unito e non diviso il popolo italiano, portandolo alla vittoria. La vittoria dei valori come il rispetto, la solidarietà, l’amicizia, la cooperazione, il rispetto, esattamente il contrario dei valori che oggi, purtroppo, sono patrimonio comune della maggioranza degli italiani. Sono passati sessantotto anni da quel 25 aprile 1945, e a distanza di tutti questi anni c’è ancora qualcuno che continua a voler stravolgere la storia, a voler sminuire e umiliare un passato grazie al quale oggi siamo ancora, tutto sommato, liberi. Così accade di vedere proprio il giorno del 25 aprile Ignazio La Russa, Meloni e Crosetto, i tre leader dei Fratelli d’Italia, parlare in conferenza stampa riguardo alle cosultazioni per il nuovo governo. Non si potrebbe pensare a uno schiaffo più doloroso per la Resistenza e i suoi valori che vedere dei fascisti impenitenti rappresentare le istituzioni italiane. Oggi i partigiani forse, sceglierebbero di tornare in montagna, o forse no, forse, lascerebbero questo ingiusto e ingrato Paese al proprio destino. E intanto il Movimento Cinque Stelle ha fatto sapere di non voler prendere parte alle celebrazioni. L’ennesima ammissione di colpa che fa male, e vale più di mille parole.

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