Quell'abbraccio mortale con Monti... | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
martedì , 17 gennaio 2017
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Quell’abbraccio mortale con Monti…

Con la discesa in campo di Silvio Berlusconi e Mario Monti il rischio  che l’Italia slitti verso destra è sempre più concreto. Negli ultimi anni la stessa prospettiva di una direzione di “sinistra” da imprimere al Paese e all’Europa sembra tramontare ogni giorno di più. Ma quello con Monti potrebbe essere un abbraccio mortale…

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Forse mi piacerebbe sapere che cosa pensi Mario Monti di Karl Marx e del suo importante e imponente lavoro che ha riguardato non solo l’economia, ma anche tutti gli altri campi del sapere, dalla sociologia alle dinamiche di relazioni umane. Il marxismo infatti non è un semplice insieme di formule da ripetersi e reiterarsi nel corso del tempo, il marxismo è una visione della storia, è una visione della vita, un modo di interpretare le dinamiche umane che vale da sempre per analizzare la storia dell’uomo, dall’epoca classica a oggi fino al futuro. Questa premessa ci serve a chiarire che, almeno secondo noi, molta gente che parla e straparla di economia e politica forse non ha mai compreso Marx fino in fondo quando parla di “fallimento” del comunismo. Al massimo sono fallite esperienze che si ispiravano più o meno a quel modello, sarebbe come a dire che la democrazia è fallita in quanto in tre quarti della superficie mondiale nelle democrazie di continuano a perpetrare crimini e abusi ai danni dei cittadini, ma non è così, e giustamente nessuno lo sostiene.

In Italia poi, a ben guardare, il marxismo non ha provocato proprio nessuna porcheria, anzi. Erano marxisti coloro che hanno creato la sinistra italiana, organizzando il tessuto sociale dei lavoratori e portandolo avanti, nelle lotte per i diritti, per il lavoro, per la dignità. Questa storia è stata la storia di Gramsci, di Togliatti, di Di Vittorio, di Pietro Secchia, di Berlinguer e di molti altri, di personaggi che hanno lottato in prima persona per la libertà di questo Paese, riconoscendosi nelle sue istituzioni fino in fondo. Come mai questa premessa? Perchè noi marxisti proprio non ci vergogniamo di continuare a essere tali, e siamo visibilmente preoccupati per la strada che sta intraprendendo il nostro Paese a causa di questa crisi e di questo contesto politico. Il Pd infatti, che per motivi diversi è considerato il partito di riferimento del centrosinistra, e il partito dove in teoria si sarebbe sedimentata parte della tradizione operaia e comunista italiana, sembra voler cedere all’abbraccio mortale con il centro di Mario Monti, un centro che dovrebbe essere profondamente lontano al sentire e al pensare di un partito propriamente detto di centrosinistra.

Ed ecco che, ancora una volta, quando arriva l’appuntamento con la storia, il Pd sceglie di voltarsi a destra, stringendo accordi e intese elettorali con un centro, quello sì, diretta emanazione di quel brodo politico di compromessi e zone grigie che per decenni ha impedito alle forze progressive italiane di riuscire a incidere nella società. Una sorta di “tradimento” ma non tanto del comunismo, quello sì, già tradito da oltre vent’anni, ma anche della stessa tradizione di sinistra e progressista del Paese. I diritti, la legalità, il lavoro, la dignità dell’individuo e l’assistenza ai poveri e bisognosi sono cardini del sentire occidentale, fanno parte della nostra cultura e non dovrebbero essere relegati all’immaginario di una sinistra indefinita, come se fossero i frutti avvelenati di un passato partigiano. Noi la pensiamo come Gramsci, bisogna parteggiare, essere partigiani, e in tempi non sospetti abbiamo scelto di metterci al servizio delle idee, non di partiti che, come gusci vuoti, si permettono di sacrificare tradizioni e contenuti in nome di concetti come “governabilità”.

Noi vogliamo poterci dire orgogliosamente di sinistra senza vergognarci di dire che le ricette del montismo sono secondo noi una cura peggiore del male. Non dovrebbe esserci nulla di male in questo, nel dire che Passera, Fornero e compagnia bella fanno parte di un mondo politico ed economico che pensa a far quadrare i conti, non tenendo in debito conto la dimensione umana delle persone, che per noi invece, è l’unica cosa che conta. Quella da giocarsi è una battaglia senza quartiere contro forze che sono, a oggi, predominanti. Tuttavia è importante lottare, è importante ribadire che si può criticare Monti senza risultare ridicoli come Silvio Berlusconi, e soprattutto che si può fare politica con la falce e martello senza vergognarsi di nulla in questo Paese. Una cosa però vogliamo dirla, il Pd potrà ben abbandonarsi all’abbraccio con Monti, Casini e compagnia cantante, ma poi non sarà più quello di prima, sarà diventato ancora una cosa diversa, una cosa ancora più lontana e differente da quella tradizione e dalle quelle istanze che credeva di rappresentare.

Il Tribuno

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