Questione Lampedusa: task force Italia-UETribuno del Popolo
martedì , 25 luglio 2017
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Questione Lampedusa: task force Italia-UE

Dopo la riunione affari esteri lussemburghese, oggi a Lampedusa l’incontro Barroso, Letta, Alfano e la proposta “operazione Frontex salvataggio sicuro” del commissario agli affari interni Cecilia Malmström. I dati dell’UNHCR riguardo i richiedenti asilo in Europa.

Fonte: Oltremedia

Ieri a Lussemburgo la riunioni dei ministri agli affari interni e, anche se non era previsto dall’ordine del giorno, si è discusso della tragedia di Lampedusa e della questione dei richiedenti asilo, patata bollente da oramai troppo tempo.

Ad intervenire la diplomatica svedese Cecilia Malmström commissario europeo per gli affari interni nella Commissione Barroso II dal 2010. La questione è stata posta sul problema “spartizione”. Ad oggi sono soltanto 6-7 paesi europei a accettare richieste d’asilio.  La commissaria, propone “una grande operazione Frontex per il salvataggio sicuro da Cipro alla Spagna”. “Nell’Unione siamo 28” paesi, pertanto tutti gli Stati membri devono confermare la loro volontà di applicare il più presto possibile la nuova legge sull’asilo politico. L’allusione al Regolamento di Dublino è chiara: non può più essere permesso che la richiesta d’asilo debbano accettarla solo i paesi di prima accoglienza.

A confermare questo fenomeno sono i dati dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR): Germania, Francia, Regno Unito, Svezia, Olanda e Italia sono i sei paesi in testa alla lista dei membri che accettano le richieste d’asilo presentate (i paesi sono citati in ordine decrescente per numero di domande d’asilo). Dati alla mano, checché se ne dica, sembra che dal Nord Europa ci sia già una forte consapevolezza e una grande partecipazione in tema immigrazione. Sempre durante la riunione lussemburghese, sono arrivate proprio dal Nord le repliche nei confronti dei paesi del Sud Europa, accusati di essere poco autonomi e pessimi nella gestione del fenomeno migratorio, nonostante le compensazioni comunitarie. Infatti molti paesi del meridione europeo chiedono solidarietà, dislocazione e coordinazione dall’Unione pur ricevendo come nel caso dell’Italia, una compensazione comunitaria di 130 milioni di euro (nel 2013). Diverso e più efficiente sembrerebbe l’attivismo dei paesi nordici che, quanto a numero di concessioni e accoglienza, dimostrano più efficienza gestionale.

La questione, però non risulta chiara, o meglio, non risulta chiaro come queste compensazioni comunitarie vengano spese nel nostro paese, se siano sufficienti, o se siano mal gestite. Ed è tutta questa poca chiarezza che non convince i paesi del Nord, in particolare la Germania e il ministro degli Interni tedesco, Hans-Peter Friedrich, manifestamente contrario a rivedere il Regolamento di Dublino.

Intanto a Lampedusa, questa mattina, sono arrivati Barroso e Malmström insieme ad Alfano e Letta, “accolti” da fischi e contestazioni. Letta ha già annunciato insieme al ministro Enzo Moavero, che verrà inserita la questione immigrazione in Europa nel summit europeo del 24 ottobre. Intanto spetterà all’ Agenzia europea per la gestione della cooperazione internazionale alle frontiere esterne degli Stati membri dell’Unione europea (FRONTEX) di tirare le somme.

Per il momento nessun pronunciamento da parte dell’UE, solo la Malmström ha annunciato la creazione di una “task forcetra l’Italia e la Commissione” per stimare quanto servirebbe alle casse italiane per un’azione immediata.

 Veronica Pavoni

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