Quirico e le verità scomode sulla SiriaTribuno del Popolo
martedì , 28 marzo 2017
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Quirico e le verità scomode sulla Siria

Domenico Quirico, giornalista de “La Stampa” che è stato rapito per 152 giorni in Siria è tornato nei luoghi del suo rapimento e ha concesso una intervista a Rai News molto interessante nella quale ha detto diverse verità scomode sui ribelli siriani, sui rapporti della Turchia con l’Isis e sulla situazione dopo cinque anni di guerra:  ”Non esiste un terreno intermedio tra Assad e il Califfato, è con questa situazione che bisogna fare i conti, non possiamo immaginarci un mondo che non c’è“.

Ricordate Domenico Quirico? Indipendentemente da come la si possa pensare circa la crisi siriana il giornalista de “La Stampa” è una persona che conosce molto bene la Siria per essere stato rapito per ben 152 giorni dai ribelli siriani. Quirico dunque sa di quello che parla per averlo provato sulla propria pelle, ed è una fonte molto preziosa per capire quello che sta accadendo nel paese. Quirico ha cominciato l’intervista dicendo che negli ultimi due anni la situazione sul campo si è del tutto cancellata. “E’ nata una nuova storia se possibile ancora più tremenda di quella che ho raccontato due anni fa”, ha detto Quirico, ricordando come due anni prima non esistesse ancora il Califfato. “Non esisteva ancora la semplificazione brutale che il Califfato ha portato in tutto questo, cioè la contrapposizione tra il regime di Bashar-al-Assad e l’islamista totalitario dall’altro, tutto ciò che era in mezzo a questi due soggetti è stato spazzato via e oggi il conflitto è portato a questa dualità, o il Califfato o Assad, non esiste altro”.

Quindi Quirico ha sostanzialmente confermato al versione della Russia, ovvero che non esiste solamente lo Stato Islamico tra le bande terroristiche che terrorizzano e brutalizzano la popolazione. Gli Usa e la Turchia hanno più volte accusato Mosca di bombardare altri gruppi ribelli diversi dall’Isis, ma le parole di Quirico se non altro fanno capire che il confine tra miliziani dello Stato Islamico e altri miliziani è molto labile. “Damasco è apparentemente una città tranquilla, i posti di blocco sono meno numerosi di quelli che si incontrano a Beirut ma a poca distanza c’è un’altra Damasco, quella controllata dalle formazioni islamiste dove la guerra continua“, ha aggiunto Quirico parlando del suo recente viaggio nei luoghi che erano stati della sua prigionia. Il giornalista ha anche riferito che un miliziano di Hezbollah gli ha mostrato le foto dei suoi carcerieri, e che almeno uno di loro sarebbe morto nei combattimenti.

Alla domanda se la strada scelta in Siria dall’Occidente sia quella giusta, Quirico ha risposto in modo chiaro: “Ma guardi io non conosco tutto l’enorme panorama diplomatico-militare del problema siriano, o meglio del problema dello Stato Islamico perchè le due cose non sono separabili. Quello che posso dire per esperienza diretta è che l’idea che circola nelle cancellerie occidentali della possibilità di una riconciliazione tra le forze non radicali della guerra civile siriana con l’abbandono del potere più o meno volontario di Assad e una guerra comune contro lo Stato Islamico è una ipotesi che sta a malapena, se uno appena gira sul terreno qualche ora, nella fantascienza. Stiamo parlando di qualcosa che ci stiamo immaginando noi perchè è autoconsolatorio l’idea della terza via e della possibilità di un tavolo di negoziato. Ma sono cose che non esistono perchè non esistono i soggetti.“, e poi ancora “Non esiste un terreno intermedio tra Assad e il Califfato, è con questa situazione che bisogna fare i conti, non possiamo immaginarci un mondo che non c’è“. Insomma Quirico ha sostanzialmente ammesso che ormai in Siria la scelta è proprio tra Assad e il Callifato, quindi la tanto conclamata terza via della Turchia e degli Stati Uniti sarebbe semplicemente utopia, per non dire altro.

Insomma ha definito quello dei ribelli moderati un “mondo che non c’è”. Quirico ha anche parlato dell’assenza di formazioni islamiste che non si riconoscano nella formazione di uno Stato Islamico totalitario che abbia come legge la Sharia: “Non esistono queste sfumature: Al-Nusra, Al Faruk etc, sono solo sigle, il progetto è unico anche se con nomi diversi, e quindi è inutile cercare il sesso degli angeli…l’universo islamista radicale è un universo che si specchia in un unico progetto e quindi è inutile cercare di trovare amici in mezzo a questo mondo, non ce ne sono. E’ un mondo totalitario in cui purezza e impurità sono gli unici due criteri per leggere il mondo“.

Quirico ha anche detto la sua senza mezzi termini sul ruolo della Turchia nella guerra civile siriana e nell’appoggio ai ribelli siriani: “Il fatto che la Turchia costituisca oggettivamente ,aldilà dei traffici eventuali veri o falsi dei suoi dirigenti, l’alleato perfetto, l’unico anzi del Califfato, basta essere andati qualche volta sul confine tra Siria e Turchia o averlo attraversato come me per capirlo e capire che senza il confine turco aperto il Califfato sarebbe già morto per soffocamento in quanto non ha altre frontiere aperte ed è circondato da Stati o pezzi di stati come l’Iraq sciita che gli sono ostili e quindi il Califfato è sopravvissuto finora anche perchè la frontiera turca era una frontiera aperta….. Questo è un dato di fatto, è una frontiera da cui il Califfato ha tratto l’ossigeno per nascere, resistere e rafforzarsi“. Insomma rivelazioni molto pesanti che verrebbe voglia di sentir commentare da Obama, Erdogan e di tutti quelli che a parole vogliono combattere l’Isis per poi nella pratica continuare a raccontare scenari che non reggono alla prova dei fatti. Se non esistono ribelli moderati, quale è la transizione che Obama e soci hanno in mente per la Siria?

ASCOLTA L’INTERVISTA COMPLETA SU RAINEWS

@Dc

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