Raggiunta intesa a Minsk su cessate il fuoco in Ucraina a partire dal 15 febbraioTribuno del Popolo
sabato , 23 settembre 2017
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Raggiunta intesa a Minsk su cessate il fuoco in Ucraina a partire dal 15 febbraio

Un accordo è stato trovato a Minsk per fermare le ostilità in Ucraina dell’Est a partire da domenica (sabato sera ora italiana). L’accordo è stato trovato dopo colloqui a oltranza tra i leaders di Francia,Germania, Russia, Ucraina e separatisti. Un cessate il fuoco entrerà in vigore a partire da domenica a mezzanotte, ma la pace sembra ancora lontana. 

Il cessate il fuoco alla fine è stato raggiunto, o meglio un accordo che lo prevede a partire dalla mezzanotte di domenica (sabato sera alle 22.00 ora italiana). Questo il risultato di discussioni fiume tra i rappresentanti di Parigi, Berlino, Kiev, Mosca e dei separatisti del Donbass in quel di Minsk, in Bielorussia, lo stesso luogo dove si era raggiunto un cessate il fuoco a settembre. Secondo molti si tratta di un ottimo risultato ma la sensazione è che il conflitto rischi di rimanere semplicemente congelato. Vladimir Putin ha annunciato il cessate il fuoco sostenendo che verranno ritirate anche le armi pesanti da entrambe le parti nelle ore successive all’entrata in vigore del cessate il fuoco. Anche il presidente ucraino Petro Poroshenko ha detto ai giornalisti di accettare il cessate il fuoco ma sul campo intanto si continua a combattere con l’esercito di Kiev che ha sganciato bombe su Donetsk come di consueto. A Minsk se non altro è stato trovato un accordo di massima con le truppe di Kiev che dovrebbero accettare di arretrare dalla linea del fronte e con i separatisti che faranno altrettanto. Si dovrebbe creare perlomeno una zona di sicurezza tra le due parti in conflitto di circa cinquanta chilometri e l’Ocse sarà incaricato di controllare il rispetto del cessate il fuoco sul campo utilizzando anche droni per monitorare la situazione sul campo. Sulla base dell’accordo anche i gruppi armati irregolari di Kiev dovrebbero deporre le armi, ma a questo non crede nessuno dal momento che l’Occidente non ha mai ammesso la loro esistenza. A seguito dell’accordo dovrebbe avere luogo anche uno scambio di prigionieri che dovrebbe venire completato entro 19 giorni, e a questo scambio dovrebbe far seguito anche una amnistia generale da parte di Kiev. Sulla carta dovrebbe venire ripristinato il controllo del governo centrale ucraino sulle regioni di Donetsk e Lugansk a seguito di elezioni municipali che dovrebbero far seguito anche a profonde riforme costituzionali che però nessuno credere che Poroschenko realizzerà per davvero. L’accordo prevede infatti una riforma politica in Ucraina che assicuri una decentralizzazione e uno statuto speciale per la Novorossja, ma appare ovvio che nessuno a Kiev intenda concedere ciò di conseguenza si starebbe parlando solo di un congelamento del conflitto anche perchè Poroschenko dovrebbe adottare una legislazione per concedere privilegi permanenti alle regioni di Donetsk e Lugansk entro la fine del 2015. Le riforme dovrebbero includere anche il diritto all’autodeterminazione della lingua e a collegamenti trans-nazionali con la Russia, ma appare chiaro che nessuno in Occidente intenda riconoscere le ragioni dei separatisti che Kiev tratta alla stregua di “terroristi”. Se non altro sulla base dell’accordo Kiev dovrebbe anche ripristinare la spesa sociale nel Donbass riattivando le pensioni e i servizi sanitari e di istruzione. Da parte sua Aleksandr Zakharchenko, capo della Repubblica Popolare di Donetsk, ha detto chiaramente di volere ulteriori consultazioni e ha ammonito che se tali termini verranno rotti, non ci sarà più alcun meeting o trattativa. Ma nessuno crede davvero alla possibilità della pace perchè ormai le atrocità commesse sono troppe e nessuno nel Donbass può pensare di far finta che nulla sia successo dopo che Donetsk è ridotta a un cumulo di macerie e migliaia di persone e dopo che Poroschenko e soci continuano ad addossare ogni colpa alla Russia senza rendere conto delle atrocità e delle bande di neonaziste che commettono impunemente ogni genere di crimine.

Photo Credit (RIA Novosti / Viktor Tolochko

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