Raggiunto l’accordo tra Hamas e l’OLP. La Palestina verso un governo di unità nazionaleTribuno del Popolo
giovedì , 25 maggio 2017
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Raggiunto l’accordo tra Hamas e l’OLP. La Palestina verso un governo di unità nazionale

Giornata storica quella di ieri per la Palestina. L’accordo raggiunto tra Hamas e Fatah prevede la formazione di ungoverno di unità nazionale entro cinque settimane. Immediata è stata la reazione di Israele.  

Fonte: Oltremedianews

Undici persone sono rimaste ferite nel raid israeliano nel nord della Striscia di Gaza. Un drone ha colpito due ragazzi in motorino e ferito gli altri passanti, tra cui due bambini. L’attacco israeliano è una conseguenza dell’accordo raggiunto. Il governo di Tel Aviv ha voluto rendere chiara la propria posizione, dopo che già in precedenza aveva dichiarato che qualsiasi negoziato sarebbe stato bloccato in caso di un accordo con Hamas. I negoziati israelo-palestinesi, però, erano fermi da tempo ed era chiaro per Abbas che tali negoziati non avrebbero portato a un miglioramento della situazione.

Così una delegazione di Fatah si è recata a Gaza e nella notte tra il 22 e il 23 aprile è stato firmato l’accordo. Secondo il comunicato lanciato da Haniyef, capo del governo di Gaza, il futuro esecutivo sarà diretto dal presidente Abbas e sarà composto di tecnocrati che dovranno preparare il terreno per le elezioni legislative e presidenziali. Le elezioni dovrebbero aver luogo a sei mesi dalla formazione del governo di unità nazionale. Resta da chiarire la situazione in campo militare dove manca ancora il consenso.

Israele accusa Abbas di aver scelto “Hamas e non la pace” e di essere responsabile del fallimento dei negoziati. Abbas ha, invece, affermato che non esiste alcuna compatibilità tra la riconciliazione con Hamas e i negoziati con Israele. Questa mossa da parte dei palestinesi arriva dopo le sanzioni economiche di Israele che stava tentando di bloccare tutte le attività dell’Autorità Nazionale Palestinese.

Quest’accordo può essere considerato anche come una manovra di Abbas per fare pressione sugli Stati Uniti e Israeleaffinché continuino i negoziati. Abbas, infatti, aveva minacciato di “rendere le chiavi” a Israele e di dissolvere l’ANP. Questa mossa sembrava molto azzardata e, difatti, non sarebbe possibile né per Israele, da un punto di vista economico, né per la comunità internazionale, da un punto di vista politico. Gli accordi con Hamas potrebbero capovolgere la situazione, salvando la faccia a Fatah.

Qualunque sia il motivo che ha portato a tale accordo, occorre dire che per il popolo di Gaza è una boccata d’aria, è di vitale importanza. Gaza vive isolata dal mondo e la riconciliazione con la Cisgiordania semplificherebbe un po’ la vita. È difficile immaginare quanto siano reali tali accordi, poiché in passato ci sono stati altri tentativi miseramente falliti, ma ècerto che per il futuro della Palestina è la miglior scelta possibile.

 Elda Goci

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