Rajoy rifiuta di dimettersi a seguito del crescente scandalo che lo vede colpevole di corruzioneTribuno del Popolo
venerdì , 24 marzo 2017
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Rajoy rifiuta di dimettersi a seguito del crescente scandalo che lo vede colpevole di corruzione

Il presidente spagnolo Mariano Rajoy ha assicurato nella conferenza stampa di ieri, lunedì, dalla Moncloa (sede del governo) che non si dimetterà, nonostante il grave scandalo di corruzione in cui si trova coinvolto il Partido Popular (PP), attualmente al governo del paese.

Queste dichiarazioni sono il risultato della comparizione davanti al giudice dell’ex testoriere del PP, Luis Bárcenas, che ha ammesso di aver consegnato denaro sporco in contanti negli anni 2008, 2009 e 2010 proprio a Mariano Rajoy e ad altri membri del partito.

Cinque mesi fa, il quotidiano “El País” aveva pubblicato alcuni documenti scritti da Bárcenas che contenevano i conti in nero del partito e in cui erano indicati i destinatari dei pagamenti.

Ieri, lunedì, davanti al giudice, il tesoriere del PP ha riconosciuto la paternità e l’autenticità dei suddetti documenti, fatto che ingloba direttamente nello scandalo il presidente Mariano Rajoy.

Analizzando il contenuto dei documenti, il Partido Popular avrebbe pagato in nero i propri dirigenti in cambio di donazioni illegali, per la condotta di aziende che stipulavano contratti con il Governo.

Bárcenas ha consegnato ulteriore documentazione al magistrato che indaga sul presunto finanziamento irregolare nel PP. L’ex tesoriere ha presentato una pen drive e nuovi documenti che potrebbero rivelare altre informazioni “delicate” per il governo.

DOMANDE ACCORDATE CON IL QUOTIDIANO “ABC”

Inoltre, secondo quanto pubblicato da altri mezzi di comunicazione, durante la conferenza stampa il Governo ha deciso di saltare il turno di domande abituali dei giornalisti per lasciare la parola direttamente al quotidiano “ABC” con una domanda “preconfezionata” e offrire così la possibilità a Rajoy di fornire la versione dei fatti senza condizioni.

In merito al suo silenzio e alla mancanza di spiegazioni rispetto alle ultime novità sui fatti, Rajoy ha detto che è di “senso comune” che non si stia “interessando quotidianamente” alle “insinuazioni, voci o informazioni del caso”. “Non ha senso chiedere ciò a un presidente di Governo”, ha detto alludendo ma senza citare l’opposizione che mantiene una posizione ferma e unitaria.

Rajoy ha affermato che “la prima cosa” che voleva dire, affinchè “non restino dubbi”, è che lo “Stato di Diritto non si sottomette a ricatti”. In effetti, ha messo in rilievo che “è significativo” che il Ministero della Giustizia “lo stia facendo in maniera assolutamente indipendente” e con la “collaborazione piena e totale” del suo Esecutivo.

“Né si è prodotto, né si sta producendo, né si produrrà nessun tipo di indicazione, suggerimento o pressione al Ministero della Giustizia, né alla Polizia Giudiziaria né a nessun altro soggetto amministrativo che sia coinvolto nel processo”, ha asserito, per aggiungere che la “miglior prova” di ciò è che sia la finanza sia i giudici o la polizia che si occupano del caso “sono gli stessi” che occupavano le proprie cariche prima della vittoria del PP alle scorse elezioni.

Detto questo, ha ripetuto nuovamente il suo messaggio – affinchè “sia ben chiaro per la tranquillità di tutti” – che le istituzioni “hanno agito, agiscono e agiranno con indipendenza e con asservimento unico alla Costituzione e alle leggi”. “E finchè sarò presidente, continuerà ad essere così”, ha affermato, quando gli è stato domandato se si fosse sentito ricattato da Bárcenas.

DICHIARA DI AVER GIÀ RIFERITO IN PARLAMENTO

Il capo dell’Esecutivo ha informato che il caso ha avuto “ripercussioni” alla fine di gennaio ed ha aggiunto che lui stesso “è apparso pubblicamente per spiegare la posizione del PP in merito ai fatti”. “Ratifico ciò che ho detto in quella apparizione pubblica” ha dichiarato, in riferimento al Comitato Esecutivo eletto il passato 3 febbraio davanti allo stato maggiore del suo partito – con un incontro aperto con la stampa – durante il quale ha negato di aver ricevuto denaro sporco e si è impegnato a rendere pubblica la sua dichiarazione dei redditi.

Inoltre, Rajoy ha confermato ciò che ha affermato nel Dibattito sullo stato della Nazione che ha avuto luogo in Parlamento a metà febbraio. Secondo quanto ha aggiunto, in questo appuntamento parlamentare “tutti i gruppi hanno avuto la possibilità” di confrontarsi con lui “riguardo ai fatti”. “E in effetti, lo abbiamo fatto per filo e per segno”, ha sottolineato, per aggiungere che un presidente del Governo non può “interessarsi quotidianamente” a “tutte le insinuazioni, voci e informazioni del caso come quelle che si stanno pubblicando”.

Subito dopo, ha voluto “rispondere” alle domande sugli SMS tra lui e Bárcenas pubblicati domenica scorsa dal quotidiano “El Mundo” per ripetere che quei messaggi “non fanno altro che confermare” che “lo Stato di Diritto non si sottomette a ricatti” e si è dilungato sul fatto che le istituzioni agiscono “con assoluta indipendenza” e continueranno a farlo. “E mi rimetto alle prove”, ha dichiarato.

Il presidente del Governo ha evidenziato che i due pilastri più importanti della politica spagnola sono “il suo programma di riforme”, che considera “fondamentale” per uscire dalla crisi, e la “stabilità politica” che c’è in Spagna. “Ed io in qualità di presidente farò in modo che nessuna delle due cose sia messa a rischio, né il programma di riforme né la stabilità politica”, ha avvertito.

Detto questo, ha garantito che il suo Governo, con l’appoggio del Parlamento eletto dagli spagnoli, “porterà a termine il compito” di cui si è fatto carico “senza pausa né titubanze”. “E che nessuno pensi che distoglieremo l’attenzione dal nostro proposito di trasformare il paese e tirar fuori la Spagna dalla crisi. La Spagna è un paese serio e voglio continuare a dare il mio contributo affinchè continui ad esserlo”, ha sottolineato.

PETIZIONI DELL’OPPOSIZIONE PER RICHIEDERE LE DIMISSIONI

Successivamente gli è stato chiesto il parere in merito alle petizioni per richiedere le dimissioni, che hanno presentato alcuni partiti dell’opposizione, e alla possibilità di presentare una mozione di sfiducia che già chiedono alcuni partiti, Rajoy ha affermato che l’opposizione è “libera” di agire “come ritiene opportuno e conveniente” e di valutare se “si trova d’accordo col Governo” e difendere o meno gli interessi generali del paese. “Posso solo dire che la Spagna, in questa situazione molto difficile e complessa è sulla strada giusta per risolverla”, ha specificato.

Dopo aver ripetuto che il grande valore della Spagna è la “stabilità politica”, ha avvisato che se ci sono “altri” che “vogliono perdere tempo facendo altro, per l’una o l’altra ragione è loro propria responsabilità”. “Quello che posso garantire agli spagnoli è che qui c’è un governo stabile che porterà a termine il proprio mandato”, ha dichiarato.

Gli è stato chiesto, inoltre, di confermare di non aver ricevuto ulteriore denaro e  l’inesistenza di un finanziamento illegale del PP dietro alle dichiarazioni di Bárcenas davanti al giudice, in merito a presunte consegne di denaro a Cospedal e al presidente stesso tra il 2008 e il 2011. Tuttavia, Rajoy non è voluto entrare nei “dettagli” perché, ha insistito, non si può chiedere a un presidente di “ritrattare un giorno sì e l’altro pure” tutte “le affermazioni che si fanno sui personaggi coinvolti nel caso”.

Le dichiarazioni di Rajoy sono state ascoltate in prima fila dai ministri dell’Interno, del Lavoro e dei Trasporti, Jorge Fernández Díaz, Fátima Báñez y Ana Pastor, così come dal direttore dell’ufficio dell’economia della Moncloa, Álvaro Nadal, il segretario di Stato per l’UE, Iñigo Méndez de Vigo e il segretario di Stato dell Sicurezza Sociale, Tomás Burgos. Tutti hanno partecipato alle riunioni di settore del vertice polacco-ispanico.

Fonte: kaosenlared.net

Traduzione: Guido Del Giudice

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