Rapporto Oxfam: Il 50% popolazione mondiale diventa sempre più poveroTribuno del Popolo
lunedì , 23 ottobre 2017
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Rapporto Oxfam: Il 50% popolazione mondiale diventa sempre più povero

Secondo un rapporto della Oxfam la ricchezza totale della metà più povera della popolazione mondiale ha perso circa mille miliardi di dollari di ricchezza dal 2010 a oggi. Anche questo è un ulteriore segno di come il capitalismo selvaggio globalizzato produca ingiustizia e disuguaglianze più che ricchezza e benessere. E intanto i paradisi fiscali continuano a consentire a multinazionali e milionari di evadere le tasse e massimizzare i profitti. 

Un rapporto della Oxfam pubblicato nelle scorse ore ha certificato in modo drammatico come la ricchezza totale della metà più povera dell’umanità sia diminuita di più di mille miliardi di dollari a partire dal 2010. Una vera e propria emorragia a tutto vantaggio dei più ricchi, che sono naturalmente divenuti sempre più ricchi. “Viviamo oggi in un mondo con livelli di ineguaglianza che non abbiamo visto per un secolo“, recita il rapporto dell’Oxfam che ha anche aggiunto come sia una economia costruita su misura del famoso 1%. Appena 62 personaggi disporrebbero della stessa ricchezza di 3,6 miliardi di persone, tuttavia solo nel 2010 la metà più povera del pianeta disponeva la stessa ricchezza dei 388 milionari più ricchi. Anno dopo anno dunque milioni di persone diventano progressivamente sempre più povere, eppure nessuno sembra voler mettere in discussione il sistema che provoca questo impoverimento globale e progressivo. La Oxfam è una organizzazione confederale  che raggruppa 17 organizzazioni che provano a trovare delle soluzioni praticabili alla povertà e all’ingiustizia globale in oltre cento paesi del mondo.

La cosa grottesca è che ormai la gente sembra non indignarsi nemmeno più di fronte alla notizia che l’1% della popolazione mondiale dispone di più ricchezza del 99% restante, una diseguaglianza inaccettabile che viene però de facto accettata in quanto tale sistema è sempre più totalizzante ed esclude ogni possibile alternativa a se stesso. La cosa farsesca è che i dati di Oxfam verranno discussi anche nel corso della riunione annuale del Forum Economico Mondiale  a Davos, in Svizzera, e sarà del tutto peregrino e illusorio pensare che proprio quei milionari che giovano di questo sistema elaborino un’alternativa allo stesso. Oxfam chiederà ai grandi del mondo di confrontarsi a Davos per mettere ad esempio al bando i paradisi fiscali, ma tutti sanno perfettamente che questo non accadrà.

E’ inaccettabile che meta’ della popolazione piu’ povera del mondo possieda meno ricchezza rispetto a poche decine di persone. Di fatto, i leader mondiali non hanno ancora intrapreso alcuna azione concreta per contrastare una disuguaglianza crescente e ormai fuori controllo“, ha dichiarato Winnie Byanyima, direttrice di Oxfam International (Fonte Agi). Eppure una organizzazione nobile come la Oxfam che si propone di combattere l’ ingiustizia globale si trova quasi isolata e impotente in quanto sembra quasi che non esistano sponde politiche in grado di concretizzare questa aspirazione materialmente e non solo a parole. Oxfam si batte da tempo per combattere i paradisi fiscali delle multinazionali e delle elites economiche che li utilizzano per evadere il fisco, negando in questo modo dei servizi pubblici efficienti.

Oggi 188 delle 201 piu’ grandi multinazionali sono presenti in almeno un paradiso fiscale, alimentando una disuguaglianza economica estrema che ostacola la lotta alla poverta’“, ha detto ancora il rapporto. Solo per far capire l’entità del fenomeno gli investimenti offshore dal 2000 al 2014 sono quadruplicati al punto che si calcola che circa 7600 miliardi di dollari di ricchezza di privati individui sia stato depositato nei paradisi fiscali. Secondo il rapporto se solo venissero pagate le tasse sul reddito di questa immane ricchezza, i governi potrebbero ritrovarsi a disposizione qualcosa come 190 miliardi di dollari in più ogni anno che potrebbero venire utilizzati per finanziare la ripresa economica e i servizi pubblici. Eppure il mondo continua a credere alla filastrocca che questo, con tutti i suoi difetti, sia comunque il migliore dei mondi possibili. Certo, ma solo per l’1%, non certo per il restante 99%.

Dc

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