Reddito di cittadinanza? In IrlandaTribuno del Popolo
lunedì , 29 maggio 2017
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Reddito di cittadinanza? In Irlanda

Da tempo in Italia si discute di “reddito minimo garantito”. Vediamo come funziona in Irlanda, dove la cosiddetta Jobseeker’s Allowance (l’indennità di disoccupazione) è una realtà da molti anni.  

Fonte: Oltremedianews

Quanto spende l’Irlanda per le persone in cerca di occupazione? Si va da un minimo di 100 euro settimanali nel caso si fosse under 25, fino a un massimo di 188 euro se si superano i 26 anni. L’ammontare di quello che si potrebbe definire “reddito minimo garantito”, in Irlanda chiamato “Jobseeker’s Allowance”, è goduto dai disoccupati senza “figli a carico”. Se si hanno bambini, a prescindere dallo status di lavoratore o disoccupato e dalla cittadinanza, si aggiungono le entrate del cosiddetto Child Benefit. Questi benefits vengono erogati fino al sedicesimo anno di età dell’adolescente ed eccezionalmente – disabilità o percorso di studi in corso – fino ai 18 anni: 130 euro mensili per un figlio, 260 euro e 390 euro rispettivamente per 2 e 3 bambini, fino a un massimo di 1,090.00 euro al mese per una famiglia composta da 10 persone inclusi i genitori (in Irlanda non è affatto raro avere 5 o 6 fratelli, soprattutto lontano dalle grandi città).Il Budget 2014, approvato dal Parlamento irlandese nell’Ottobre di quest’anno, contempla riduzioni della spesa pubblica che comprendono anche tagli all’assistenza sociale, senza tuttavia scalfirla in maniera sostanziale.

Chiunque sia stato in Irlanda ha di sicuro sentito narrare di famiglie che per intere generazioni si passano lo scettro dello “unemployment”, senza aver mai stampato un briciolo di CV. In effetti basta guardarsi attorno e scoprire che molte persone sopravvivono grazie all’assistenza sociale e ai lavori in nero. Per questa ragione il tema dell’indennità di disoccupazione è molto dibattuto e spesso le posizioni sono molto nette: da una parte c’è chi crede che sia un regalo immeritato fatto a pigri nullafacenti, e dall’altra ci sono i sostenitori “senza se e senza ma” del contributo statale.

Chi paga l’assistenza sociale? La pagano in parte i lavoratori, contribuendo in maniera differenziata a seconda del reddito.
Se una persona guadagna meno di 352 euro lorde settimanali, sarà ritenuta di classe A e di conseguenza non pagherà la cosiddetta Prsi (Pay related Social Insurance). In questo caso è il datore di lavoro a fare le veci dell’impiegato, versando il 4.25% del suo salario.

Se invece le entrate settimanali superano 352 euro lordi, il lavoratore, cosi come il datore di lavoro dovranno allo Stato il 4.25% dello stipendio, per un totale di 8.5%.

Tutte le rendite derivanti da affitti, investimenti, dividendi ed interessi sui depositi bancari sono passabili di essere tassate al 4%. Questa percentuale corrisponde alla Prsi, che va a finire nelle casse del “Social Insurance Fund” dal quale il governo d’Irlanda prende appunto i soldi per pagare il “reddito minimo garantito”. Se la rendita di un qualsiasi cittadino è al di sotto di 3.174 euro, questa è sottoposta al Paye System, una quota d’imposta fondamentalmente meno oppressiva del Prsi.

Jobseeker’s Benefit. Il jobseeker’s Benefit è un’altra forma di assistenza sociale che riguarda tutti coloro che abbiano versato il Prsi. Ne godono dunque tutti i cittadini e i residenti irlandesi che abbiano lavorato abbastanza da versare un minimo di contributi sociali.

Per ottenere il Benefit è necessario dimostrare di essere senza lavoro almeno quattro giorni su sette; avere un’età inferiore ai 66 anni – nel caso contrario scattano altre forme assistenziali legate all’anzianità -; avere abbastanza contributi sociali; dimostrare di essere impegnato “pro-attivamente” nelle ricerca di un’occupazione.

Nel caso in cui il disoccupato trovi un lavoro part time o precario, egli non perderà il contributo!
Infatti il jobseeker’s Benefit sarà calcolato sulla base di cinque giorni lavorativi. Se per esempiol’occupazione a breve termine impegna il lavoratore un giorno alla settimana, il Benefit sarà detratto di un quinto. Se il precario lavora 3 giorni alla settima, il contributo sarà detratto di tre quinti, e così via.

Tra il 1995 e il 2000 l’Irlanda è cresciuta in media del 10%. Il Paese ha meritato a ragione il titolo di “Tigre Celtica”, essendo così paragonato alle ben più note “Tigri Asiatiche” che tanto spaventano la parte occidentale del globo.

Con la crisi economica del 2008 e quella bancaria del 2010, la situazione economica irlandese si è aggravata ulteriormente.
Ciò nonostante, un riuscitissimo piano di incoraggiamento degli investimenti stranieri e un Welfare State invidiabile, fanno tuttora di questo Paese la meta prediletta da migliaia di giovani europei in cerca di futuro.

 Giuseppe Mirabella

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