Regionali. Giù l'affluenza? Renzi se ne fregaTribuno del Popolo
mercoledì , 13 dicembre 2017
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Regionali. Giù l’affluenza? Renzi se ne frega

Un Matteo Renzi come al solito spavaldo proclama la vittoria netta del Pd nelle Regionali in Emilia e Calabria canzonando i partiti che supportano gli scioperi: “Hanno percentuali da prefisso telefonico”. A vincere però è l’astensione con un -50% in Emilia che dovrebbe far riflettere sul fatto che gli italiani ormai non si riconoscono più nella politica. Ma il “manovratore” non sembra essere preoccupato..

Astensionismo? Chissenefrega abbiamo vinto due a zero. Matteo Renzi non ha detto proprio così ma quasi, esultando per la vittoria del Pd in Emilia e in Calabria senza voler vedere l’unica vittoria che è stata quella, appunto, dell’astensionismo. Alla fine i prossimi governatori regionali di Emilia e Calabria saranno Stefano Bonaccini e Mario Oliverio, ma si tratta di una sorta di “vittoria di Pirro” dal momento che gli italiani hanno mostrato in modo incontrovertibile che non si riconoscono più in questa politica. Ma sbagliano coloro i quali sorridono pensando che il sistema stia per collassare, anche negli Stati Uniti l’astensionismo è il “primo partito” eppure nessuno si è mai preoccupato di cambiare qualcosa nella “democrazia” a stelle e strisce. Non votano in tanti? Tanto meglio, decideranno quelli che votano. Solo 4 cittadini su 10 si sono recati alle urne, uno scenario mai visto soprattutto in una regione come l’Emilia Romagna da tempo immemorabile impregnata di pensiero politico. In Calabria Oliverio ha trionfato ma è indicativo che avendo vinto con oltre il 60% delle preferenze la lista del Pd ha preso solo il 24% dei voti, mentre il 13% è andato alla lista che portava solo il nome del presidente.  In Emilia Bonaccini ha battuto Alan Fabbri, il leghista candidato del centrodestra, con il 49% contro il 30%. Bonaccini non ha raggiunto dunque il 50% come era ampiamente prevedibile alla vigilia, a ulteriore riprova che qualcosa si è incrinato nella fiducia degli elettori. Semmai qualcosa si muove a destra con la Lega Nord che ha letteralmente doppiato Forza Italia in Emilia (20 a 8). Questo vuol dire che la politica di Salvini di speculare sulla disperazione della gente offrendo soluzioni di pancia paga, almeno elettoralmente. Matteo Renzi, raggiante, a spoglio ancora in corso ha scritto un tweet per ribadire la sua soddisfazione: “In sei mesi abbiamo strappato quattro regioni alla destra. Il Pd supera il 40% sia in Emilia che in Calabria, mentre i partiti che appoggiano lo sciopero generale hanno percentuali da prefisso telefonico. Certo, affluenza preoccupa, ma il dato elettorale è chiaro: vittoria netta“. E ancora: “La Lega asfalta Forza Italia e Grillo, non il Pd“. Insomma l’importante è vincere, sul come si può letteralmente calare un velo pietoso, anche se l’affluenza alle elezioni in Emilia è calata di quasi il 50%, dal 68,1% delle elezioni precedenti al 37,7% di ieri. In Calabria il calo è stato “solo” del 15%, con solo il 43,8% degli aventi diritto che ha deciso di recarsi alle urne. Insomma gli italiani non si riconoscono più in questo sistema politico e in questi partiti ma i partiti e i politici non sembrano curarsene, non è importante quante persone votano, per loro l’importante è vincere e bullare l’avversario il giorno dopo.

photo credit: <a href=”https://www.flickr.com/photos/palazzochigi/15234165736/”>Palazzochigi</a> via <a href=”http://photopin.com”>photopin</a> <a href=”http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.0/”>cc</a>

 

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