Renzi a Mosca per la serie: "Vorrei ma non posso"Tribuno del Popolo
domenica , 17 dicembre 2017
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Renzi a Mosca per la serie: “Vorrei ma non posso”

Le sanzioni alla Russia costano caro all’Italia in termini di export. Per questo la visita del premier Matteo Renzi al Cremlino è ammantata di importanza ancor più che che si trova a uno spartiacque delicato a causa della crisi in Ucraina. Renzi è andato a Mosca anche per discutere delle prospettive della lotta all’Isis in Libia, ma il futuro sembra intricato di contraddizioni…

Una visita annunciata quella di Matteo Renzi a Mosca, una visita importante perchè piena di aspettative dal momento che l’obiettivo primario del premier italiano era quello di discutere con Putin della lotta allo Stato Islamico in Libia e delle prospettive della crisi in Ucraina. Finora, va ricordato, l’Italia ha tenuto una posizione sulla crisi in Ucraina del tutto appiattita su quella degli Stati Uniti, di conseguenza il governo italiano ha varato tutte le sanzioni contro la Russia che poi si sono rivelate disastrose in primis proprio per l’export italiano. L’incontro con Putin a Mosca è durato tre ore e Renzi, significativamente ha prima incontrato Poroshenko a Kiev ed è andato a deporre un fiore sul luogo dove è stato ucciso Nemtsov, l’oppositore liberale di Putin assassinato sabato da ignoti. Un assassinio che in troppi addebitano proprio al Cremlino nonostante in realtà siano molti coloro che avrebbero avuto interesse a destabilizzare il fronte interno russo. A detta di entrambe le parti gli incontri sono stati cordiali e utili e Renzi ha riconosciuto il ruolo della Russia nella lotta al terrorismo. Infatti all’Italia sta a cuore proprio l’appoggio della Russia nel rilanciare la necessità di normalizzare la situazione in Nord Africa. Renzi sull’Ucraina è stato estremamente formale, consapevole del fatto che l’Italia abbia fin qui appoggiato acriticamente tutte le posizioni della Casa Bianca. Da parte sua Putin ha invece osservato che i rapporti tra Mosca e Roma sono peggiorati proprio a causa della crisi in Ucraina ma anche lasciato la porte aperta sostenendo che l’Italia continua a essere uno dei partner privilegiati del Cremlino sia in Europa che nel mondo. Dalla parte della Russia un incontro importante per mostrare come l’isolamento imposto a Mosca sia “subito” più che voluto da parte degli stati europei, anche perchè se i rapporti si normalizzassero ne gioverebbero entrambe le parti. La sensazione però è che soprattutto circa la situazione in Ucraina l’Italia sia del tutto subalterna e impossibilitata a recitare un ruolo autonomo. Una sorta di “vorrei ma non posso” che la dice lunga su quanto sia difficile e intricato il futuro geopolitico del mondo nel futuro prossimo.

Photo Credit http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/3/3a/2003-04-18_Moscow_Kremlin.jpg

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