Renzi all'attacco. E le sue riforme fanno pauraTribuno del Popolo
sabato , 29 luglio 2017
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Renzi all’attacco. E le sue riforme fanno paura

Conclusa la Direzione del Pd con Matteo Renzi scatenato che ha voluto presentare il suo piano per le riforme, da quella elettorale sino a quella del Senato. E il suo disegno di Italia del futuro inizia davvero a fare paura. 

In Italia ci risulta che sia ancora lecito avere opinioni differenti dal mainstream e quindi noi andiamo in controtendenza. Ci siamo espressi in tempi non sospetti contro Renzi, ritenendo anzi un grave pericolo che diventasse il segretario del Pd, ovvero il partito che dovrebbe, almeno dal mero punto di vista teorico, rappresentare il centrosinistra del nostro Paese. Dovrebbe perchè in realtà il Pd ha da tempo ultimato la sua mutazione genetica allontanandosi completamente dalla tradizione di sinistra e avvicinandosi, semmai, a quella democratica americana. In quest’ottica Renzi è sempre stato sincero auspicandosi l’avvento di un vero bipolarismo che, secondo noi, sancirebbe invece la morte definitiva della democrazia e della politica dal momento che significherebbe sancire per legge le idee che meritano di essere rappresentate in Parlamento e quelle che non lo meritano. Alla direzione del Pd Renzi ha parlato di tutti i temi sul tavolo a cominciare dal dibattito sulla legge elettorale, ed è stato fin troppo chiaro: “Con molta franchezza, trovo discutibili alcune reazioni di queste ore e giorni per cui forti di alcuni sondaggi con l’Italicum vince Berlusconi. Le elezioni si vincono o si perdono se si prendono i voti non se si cambia sistema elettorale. Considero ben poca cosa chiudere l’accordo solo sulla legge elettorale. Limitarsi a quello sarebbe una sconfitta e per questo abbiamo detto alle persone con cui abbiamo discusso”. Dritti come un treno verso l’Italicum allora, nella speranza di spezzare le reni a qualsiasi entità alla sua sinistra, nel disperato tentativo di distruggere quella cultura e quel passato che evidentemente grava ancora con la sua ombra sulla miseria attuale del Pd.

Ma il sindaco di Firenze ha anche parlato della riforma del Senato che, secondo lui, dovrà essere composto da 150 persone tra cui 108 sindaci di comuni capoluogo, 21 presidenti di Regione e 21 esponenti della società civile. Nell’idea di Renzi costoro non riceveranno alcuna indennità e la loro carica non sarà elettiva, inoltre gli esponenti della società civile “saranno scelti temporaneamente dal presidente della Repubblica per un mandato“. Cambierà anche il ruolo del Senato che non voterà più il bilancio e la fiducia ma concorrerà all’elezione del presidente della Repubblica e all’elezione dei rappresentanti degli organi europei. Insomma un Senato di nominati e che, nell’idea di Renzi, di certo non rappresenteranno una voce indipendente dal momento che si tratterà di personaggi “prestati” al Senato .Insomma una assemblea di ricchi sfondati senza indennità che non avranno la minima idea dei problemi reali del Paese. Un futuro, quello immaginato da Renzi per l’Italia, che sembra voler eliminare ogni voce critica in nome della “governabilità”. A quel punto quando la proposta di abolizione delle elezioni a suffragio universale? Magari con delle elezioni censitarie la governabilità potrebbe migliorare. L’importante ovviamente, è eliminare per decreto anche solo la possibilità di dire qualcosa di sinistra..

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