Renzi. Ancora bastonate ai sindacati "Io creo lavoro, loro fanno scioperi"Tribuno del Popolo
domenica , 23 luglio 2017
Ultime Notizie
Link Sponsorizzati:

Renzi. Ancora bastonate ai sindacati “Io creo lavoro, loro fanno scioperi”

Dopo l’annuncio di Cgil e Cisl dello sciopero generale fissato per il 12 dicembre un Matteo Renzi scatenato ha ripreso le ostilità nei confronti dei sindacati, accusati di aver fatto più scioperi oggi che contro altri governi. Non solo, il premier ha rivendicato di preoccuparsi di creare posti di lavoro mentre i sindacati penserebbero solo a ragioni per dichiarare gli scioperi.  

Nella giornata in cui Cgil e Uil operano un passo in avanti proclamando lo sciopero generale per il 12 dicembre, e all’indomani dei fischi durante il congresso della Uil al ministro del Lavoro Giuliano Poletti, Matteo Renzi non poteva certo rimanere in silenzio e ha deciso di parlare come suo solito cercando la provocazione e lo scontro diretto contro i sindacati. Del resto il premier fiorentino aveva già avuto un duro scontro con i sindacati qualche settimana fa sul tema dell’articolo 18, e questa volta ha deciso di rincarare la dose, scatenando peraltro la reazione della Camusso. Intervistato da Rtl 102.5, Renzi ha infatti dichiarato: “Anziché passare il tempo a inventarsi ragioni per fare scioperi, mi preoccupo dicreare posti di lavoro perché c’è ancora tantissimo da fare”, e poi ancora: “Ci sono stati più scioperi in queste settimane che contro tutti gli altri governi. Invidio molto quelli che passano il tempo a organizzare scioperi”, ma “il governo sta cercando di mettere in piedi tutte le azioni necessarie per far ripartire il lavoro. Se coloro i quali non hanno mai scioperato in passato oggi scioperano sempre, gli faccio i miei auguri”. Impossibile per la Camusso rimanere in silenzio, e infatti il segretario della Cgil ha accusato Renzi di parlare solamente con quelli che gli danno ragione, non accettando alcun tipo di opposizione. Insomma lo schema è il solito: Renzi in nome dell’emergenza nazionale dice che vuole fare delle cose e tutti quelli che sono d’accordo vengono tacciati di essere coloro i quali non hanno interesse nel lavorare per il progresso del Paese. “Il Paese è diviso in due, tra chi si rassegna e chi va avanti. Ma chi oggi in Italia continua a tener duro sta ottenendo risultati. In giro per il mondo c’è una incredibile fame d’Italia. Io non mi rassegno, piaccia o non piaccia a chi fa gli scioperi, ai sindacalisti, ai gufi”,  ha ribadito.  Poi ha anche fatto un ardito confronto tra Salvini e la Camusso: ”Il Paese è diviso in due: tra chi si rassegna e chi va avanti. Salvini e Camusso sono due facce stessa medaglia, sono dei leader della protesta. Io li rispetto ma non posso permettermi la protesta, io sono quello che ci prova”. Insomma chiunque non sia d’accordo con lui rientra nella stessa categoria, quella dei gufi, e non viene operata nemmeno nessuna distinzione, Salvini con le sue provocazioni di estrema destra ai suoi occhi è la stessa cosa di Landini e della Camusso e dei sindacati. Insomma la situazione del lavoro avanza per i binari già tracciati dal Pd e dal premier, ovvero binari che portano verso sempre meno diritti per i lavoratori e verso un lavoro sempre più precario e incerto. Non solo, gli “scioperi” in questo modo vengono identificati come una seccatura, un qualcosa di inutile quando non deleterio, e i lettori ben capiranno le fosche conseguenze che deriveranno da questo approccio, peraltro proposto dal “centrosinistra”, e non da destra come l’italiano medio si sarebbe aspettato.

Tiberio Caio

photo credit: <a href=”https://www.flickr.com/photos/palazzochigi/15157744729/”>Palazzochigi</a> via <a href=”http://photopin.com”>photopin</a> <a href=”http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.0/”>cc</a>

VAI SULLA PAGINA FB DEL TRIBUNO

 

Link Sponsorizzati:

Commenti chiusi.

Link Sponsorizzati:
Scroll To Top