Renzi-Berlusconi: Contatto e sintoniaTribuno del Popolo
giovedì , 21 settembre 2017
Ultime Notizie
Link Sponsorizzati:

Renzi-Berlusconi: Contatto e sintonia

Renzi e Berlusconi si sono incontrati nella sede Pd del Nazareno per circa due ore. Alla fine Renzi ha parlato di passi in avanti su legge elettorale e riforme, un successo l’incontro tra i due. Ma un successo per chi? Non certo per la sinistra.

Alla fine l’incontro tanto atteso tra Matteo Renzi e Silvio Berlusconi è avvenuto, e alla fine, come prevedibile, entrambi si sono mostrati soddisfatti, contenti di aver partecipato a un confronto proficuo per le rispettive aspirazioni. A “Le Invasioni Barbariche” di Daria Bignardi, la sera prima, proprio Matteo Renzi aveva dato i dettagli dell’incontro, annunciando ironicamente che sarebbe avvenuto vicino alla foto di Che Guevara e Fidel Castro che giocano a golf. Niente di più che una battuta ironica volta forse a strappare un sorriso a coloro che accusano e hanno accusato (noi ad esempio), Matteo Renzi di avere molto più in comune con Berlusconi che con la storia e la tradizione della sinistra italiana. Alla fine, come prevedibile, l’incontro tra i due è andato bene, e non poteva essere diversamente. Per mesi il Pd ci ha spiegato che non avrebbe mai accettato di sedersi a un tavolo con quel Silvio Berlusconi che ha rovinato il Paese, ma del resto il Pd non avrebbe mai dovuto sedersi a un tavolo di governo con Forza Italia, fatto poi puntualmente verificatosi.

Cercare l’incontro proprio con Berlusconi anzi, ci sembra un gesto nettamente politico da parte di Renzi, un gesto teso proprio ad accreditare il Cavaliere come interlocutore dopo che la sua figura era stata ampiamente screditata dai recenti fatti e dalle recenti prese di posizione. Alla fine Berlusconi è uscito raggiante dalla sede del Pd ed è riuscito anche a dichiarare: “Ho garantito a Renzi che Forza Italia appoggerà le riforme“, come a dire che i due si sono trovati perfettamente su legge elettorale e riforme istituzionali, non ultima la trasformazione del Senato in camera delle autonomie. Insomma un Berlusconi ormai fuori dal parlamento, alle prese con vicissitudini giudiziarie e con le rivalità dilanianti del centrodestra, viene sostanzialmente resuscitato da Renzi, lo stesso che qualche anno fa andò in segreto a pranzo ad Arcore ufficiosamente per parlare della situazione di Firenze. 

Matteo Renzi è stato chiaro sulla natura dell’incontro: “C’è una profonda sintonia con Forza Italia verso un modello di legge elettorale sennò perdo il treno che favorisca la governabilità, il bipolarismo ed elimini il potere di ricatto dei partiti più piccoli“. Insomma Berlusconi e Renzi si sono trovati sulla stessa lunghezza d’onda, facendoci credere che il problema dell’Italia non siano tanto le ruberie, le collusioni, le infiltrazioni mafiose, la corruzione, quanto il presunto ricatto dei singoli partitini.  Anche sulla trasformazione del Senato in una Camera autonoma si sono trovati, magari senza indennità per i senatori e senza elezione diretta degli stessi, insomma sarebbe la fine del bicameralismo perfetto, ma per fare cosa? Il problema è proprio questo dal momento che cosa si farà al posto di quello che c’è bisognerà deciderlo di comune accordo con Berlusconi, ovvero della persona responsabile dello sfacelo istituzionale e politico del Paese, un conflitto di interessi grande come una casa. 

Proprio il Cavaliere, incredulo quasi di aver ricevuto un aiuto proprio mentre arrancava nel fango, ha messo online un video nel quale ha parlato di “speranza di legge elettorale condivisa” e che l’accordo con Renzi prevederà una nuova legge elettorale “che porti al consolidamento dei grandi partiti in un’ottica di semplificazione dello scenario politico”. Ma cosa ne pensano gli italiani di questo amore improvviso tra Renzi e Silvio? Tutto il male possibile dal momento che Berlusconi è stato aspramente contestato già al suo arrivo al Nazareno dove il Cavaliere è stato fatto oggetto del fitto lancio di uova sulla sua autovettura. C’è chi continua a sminuire la portata dell’incontro storico, peccato che il fatto che Berlusconi sia entrato nella sede storica del Pd ha inevitabilmente un significato politico, un significato che riassume in modo plastico le miserie in cui si deve dibattere la nostra povera Italia. 

C’è poi chi ha criticato anche da destra l’incontro, vedi Fabrizio Cicchitto che ha paragonato l’incontro Berlusconi-Renzi al patto Molotov-Ribbentropp tra Stalin e Hitler di prima della Seconda Guerra Mondiale. Mai paragone più infelice dal momento che Renzi di sinistra non ha assolutamente nulla; semmai si potrebbe parlare di Ribbentrop-Ribbentrop.

VAI SULLA PAGINA FB DEL TRIBUNO

Link Sponsorizzati:

Commenti chiusi.

Link Sponsorizzati:
Scroll To Top