Renzi e Grillo, se è il sondaggio a dettare la lineaTribuno del Popolo
mercoledì , 20 settembre 2017
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Renzi e Grillo, se è il sondaggio a dettare la linea

Che cos’hanno in comune le due prese di posizione che in questi giorni stanno facendo discutere politici e addetti ai lavori? Il predominio del marketing sulla politica.

Giusto il tempo di archiviare le polemiche interne al Movimento Cinque Stelle sull’immigrazione, ed ecco riaffiorare il dibattito su un altro tema caldo, quello delle carceri. L’esordio del Matteo Renzi candidato alla segreteria del Pd, infatti, ha portato con sé il duro scontro su amnistia ed indulto. Ma cosa può aver consigliato lo strappo al sindaco di Firenze , fino al punto di rompere persino con il capo dello Stato? I maligni del Pd tirano in ballo semplici esigenze di posizionamento. D’altra parte, che la questione non compaia tra le priorità dell’elettorato è un fatto difficilmente contestabile.

Ma altre e ben più sottili potrebbero essere le motivazioni del sindaco: ad esempio, il fatto che la situazione delle carceri venga eretta a simbolo del fallimento della politica romana. E siccome Renzi ha quasi stracciato le vesti del rottamatore, può prepararsi così ad una nuova narrazione, appena abbozzata nel discorso alla Fiera del Levante. Alla capacità di decidere dei sindaci (quasi tutti al suo fianco, a partire da Michele Emiliano), viene contrapposto il perpetuo immobilismo di Roma, attitudine al “rinvio” di Enrico Letta compresa. E l’indulto dimostrebbe plasticamente come ogni cinque-sei anni il governo debba pensare a come svuotare le carceri, senza un piano che abbia mai affrontato il problema alla radice. Prova provata della negligenza o, per farla breve, del fallimento dei Palazzi Romani.

Parallelamente, Beppe Grillo con il post sull’immigrazione ha strizzato l’occhio a quell’80 per cento di italiani che secondo la sondaggista Alessandra Ghisleri vorrebbe regole più stringenti verso i clandestini. Il rumore è stato fortissimo perché l’ex comico ha smentito i suoi stessi parlamentari, dando prova della distanza tra politica e propaganda. Ed è proprio in questa frattura che potrebbe esaurirsi tutta la novità di due tra i personaggi al momento più popolari. Seguire i sondaggi, posizionarsi e riposizionarsi sono principi del marketing tradizionale. Nulla vieta di utilizzarli anche in politica, e chi lo fa gode senz’altro di un notevole vantaggio competitivo. Quando però, ed entrambi lo fanno, ci si erge a paladini del cambiamento, qualche dubbio in chi li ascolta non può che sorgere.

Perché se ci concentriamo sul metodo, dobbiamo rilevare come uno dei primi ad utilizzarlo in Italia sia stato Silvio Berlusconi, senza però produrre grossi cambiamenti reali pur al termine del “ventennio”. E se l’Italia si trova nella situazione odierna non può che essere in parte colpa sua. Non del marketing, beninteso, quanto piuttosto del dominio della propaganda sulla politica, ma quella vera.

Fonte: http://www.fanpage.it/renzi-e-grillo-se-e-il-sondaggio-a-dettare-la-linea/#ixzz2hiUChO00
http://www.fanpage.it
Lorenzo Mauro

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