Renzi e i mille giorni: ancora promesse o riforme vere?Tribuno del Popolo
domenica , 22 ottobre 2017
Ultime Notizie
Link Sponsorizzati:

Renzi e i mille giorni: ancora promesse o riforme vere?

Ancora una volta Renzi si presenta in Parlamento per esporre il suo programma di crescita economica e di riforma delle istituzioni del paese. Si spera che le parole accompagnino le riforme. 

Fonte: Oltremedianews

Ormai è caos generale in Italia: dalle riforme politiche fino alle elezioni per la Consulta. Il Paese sembra essere diventato completamente incapace di prendere decisioni e di intraprendere un cammino di crescita. Il Governo Renzi si sarebbe dovuto distinguere dai precedenti per un deciso pragmatismo. Almeno, a detta del Premier stesso, sarebbe dovuto essere “il governo del fare”.

E invece, dopo vari mesi, i fallimenti continuano ad arrivare e le riforme sono costantemente in rampa di lancio, senza mai partire. Riforma della Giustizia, riforma elettorale e ripresa economica, questi erano i punti fondamentali.

I numeri scarseggiano, tra l’ostruzionismo dei 5 stelle e l’alleanza debole con il centro destra. È per questo motivo che il presidente del Consiglio Renzi ha deciso di presentarsi nuovamente in Parlamento nella giornata di oggi: per evidenziare nuovamente come sia importante la ripresa economica del nostro paese.

Nel suo discorso alla Camera il premier ha parlato della scadenza dei mille giorni, i quali sono stati apostrofati come l’ultima spiaggia per la ripresa dell’Italia, l’ultima possibilità prima di una caduta libera.

“Non abbiamo paura del voto” queste sono state le parole di Renzi, il quale ha dichiarato che le Camere possono negare il consenso al Governo in ogni momento. Il Premier ha sostenuto che è disposto a perdere consensi, pur di portare a termine le riforme. Eppure alle elezioni del Parlamento europeo si è preferito portare avanti il cavallo di battaglia degli 80 euro, pur di non perdere voti.

Nel corso degli interventi sono stati affrontati dal anche i temi del fisco, il quale dovrebbe essere “il meno caro possibile”; la riforma elettorale, “non per andare subito al voto, ma perchè una ennesima melina istituzionale sarebbe un affronto”. E chi potrebbe dar torto a queste parole? Di meline istituzionali l’Italia ne ha viste fin troppe, sarebbe anche arrivata l’ora di agire.

Il Premier ha stabilito come orizzonte quello dei mille giorni. Se non facciamo male i calcoli, quindi, il termine dovrebbe essere febbraio 2018. Febbraio è il mese di carnevale, si spera che il Premier, per quella data, non stia preparando un bello scherzo.

  Danilo Di Trani

Link Sponsorizzati:

Commenti chiusi.

Link Sponsorizzati:
Scroll To Top