Renzi e i poteri forti che vogliono "eliminare" la sinistraTribuno del Popolo
domenica , 26 marzo 2017
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Renzi e i poteri forti che vogliono “eliminare” la sinistra

Sta circolando sul web un articolo di Globalist.it che spiega quali sarebbero i nomi dei poteri forti che sostengono Renzi e vorrebbero l’eliminazione della “sinistra”. Peccato che la sinistra, quella vera, non esista già più…

Matteo Renzi rappresenta il volto nuovo, il volto giovane che dovrebbe rappresentare la sinistra italiana e traghettare il Paese verso acque più miti. Sembra quasi accompagnato da un’aura mistica, l’aura del vincente, ma a ben guardare, forse, sono i media che ce lo fanno percepire in questo modo. Del resto proprio Renzi sembra avere amici che in pochi pensavano potesse avere, amici importanti e inquietanti che non possono che gettare una luce diversa sulla parabola politica del sindaco di Firenze. Globalist.it ha pubblicato un articolo di interesse notevole intitolato “L’inquietante intreccio dei nomi che appoggiano Renzi: Poteri forti che vogliono eliminare la sinistra“, e fa un chiaro riferimento a Michael Ledeen, uomo che da tempo lavora come consulente strategico per la Cia e la Casa Bianca dopo aver fatto la “mente” della politica estera aggressiva degli Usa di Ronald Reagan, vedi squadroni della morte in Nicaragua, vedi il ruolo di consulente del Sismi negli anni della Strategia della tensione, e vedi anche l’appoggio a Bush nella guerra all’Iraq. Che ci fa Renzi con questi amici? Una bella domanda, ancor più che secondo Globalist.it proprio Renzi sarebbe andato misteriosamente nel 2007 al dipartimento di Stato Usa. Proprio negli Stati Uniti forse si trova una risposta a questa domanda dal momento che secondo il “New York Post” Matteo Renzi ha molti ammiratori negli ambienti della destra repubblicana americana, e sarebbe l’uomo giusto anche per le lobbies pro Israele e pro Arabia Saudita. Globalist.it in quest’ottica nomina il cosiddetto “guru economico” di Renzi, Yoram Gutgeld, e anche il suo consulente politico, Mirco Carrai, entrambi presentati dall’articolo come due personaggi molto vicini a Israele. Inutile dire che sia Carrai che Marco Barnabè, storico renziano, hanno interessi proprio Israele, con Barnabè che fino a pochi anni fa era anche il custode delle dorsali telefoniche mediterranee che collegano l’Italia a Israele. Forse in pochi ricordano, e Globalist.it lo ricorda, che l’ultimo cassiere dei Ds, Ugo Sposetti, lo disse chiaramente: “Dietro i finanziamenti milionari a Renzi c’è Israele e la destra americana“. E anche Massimo D’Alema, uno che non parla mai a caso, disse chiaramente che Renzi era il terminale di “quei poteri forti che vogliono liquidare la sinistra“. E quindi? E quindi sarebbero in atto forze occulte e molto forti per appoggiare l’ascesa del politico fiorentino, forte dell’appoggio anche di poteri forti economici, vedi la Morgan Stanley, guarda un pò una delle banche d’affari che più ha avuto interessi nella recente crisi economica. Davide Serra entrò nella Morgan nel 2001 e fede subito carriera diventando direttore generale nel giro di cinque anni. Un successo clamoroso quello di Serra che in quegli anni conobbe anche Profumo di Unicredit e Passera per Intesa San-Paolo. Nel 2006 proprio Serra lanciò la Algebris Investments insieme al socio Eric Halet, e in pochi anni Serra compì la scalata di Abn Amro in Olanda e fece il suo ingresso anche in Mediobanca. Anche per questo forse Bersani chiamò Serra come “il bandito delle Cayman”, e oggi proprio Serra rappresenta uno dei migliori consulenti finanziari di Renzi, nonchè il suo fund raiser principale. Un vecchio adagio dice “Dimmi i tuoi amici e ti dirò chi sei”; applicandolo a Renzi il quadro che ne emerge è per certi versi agghiacciante. Lo appoggiano infatti tutti i grandi personaggi della finanza italiana e stranieri, in primis Fedele Confalonieri, ma anche Carlo De Benedetti, guardacaso tirato in ballo proprio da Fabrizio Barca che lo avrebbe accusato di aver fatto pressioni per convincerlo a entrare nel governo Renzi. Ma anche Diego della Valle, il fondatore di Luxottica Leonardo Del Vecchio, Oscar Farinetti di Eataly,  Cesare Romiti, Martina Mondadori, diversi imprenditori e banchieri come Palenzona e Costamagna, e anche Patrizio Bertelli di Prada e il patron di Lega Coop Giuliano Poletti. per non parlare dei Monte dei Paschi di Siena che Globalist.it ci ricorda essere sotto controllo della Fondazione Montepaschi gestita dal sindaco di Siena, renziano doc, Bruno Valentini. E se avete ancora dei dubbi pensate al mondo dubbio con cui Il Corriere della Sera, da sempre il giornale dell’imprenditoria italiana, ha dato spazio allo “scoop” tra Monti e Napolitano. Il Corriere ha dato ampio spazio al libro di dubbio valore di Alan Friedman, questo per gettare discredito sul governo Letta e tirare il tappeto rosso per Renzi. per una volta la pensiamo come Gad Lerner, che recentemente su Renzi ha commentato: “Non troverete alla Leopolda i portavoce del movimento degli sfrattati, né le mille voci del Quinto Stato dei precari all’italiana. Lui (Renzi) vuole impersonare una storia di successo. Gli sfigati non fanno audience“. Insomma se l’operazione di Renzi deve essere quella di distruggere la sinistra, si può solo dire che forse sia una operazione già abbastanza avanzata e forse con Renzi i poteri forti, questa volta, stanno “sbracando”. A volte bisogna anche saper vincere, e l’operazione Renzi è stata gestita in modo talmente smaccato che forse non è troppo tardi per agglomerare quelle forze di sinistra che non vogliono farsi soffocare dall’abbraccio con il “guitto” fiorentino.

Gracchus Babeuf

photo credit: <a href=”http://www.flickr.com/photos/liquene/3234413786/”>liquene</a> via <a href=”http://photopin.com”>photopin</a> <a href=”http://creativecommons.org/licenses/by/2.0/”>cc</a>

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