Renzi e il modello "spagnolo?"Tribuno del Popolo
martedì , 23 maggio 2017
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Renzi e il modello “spagnolo?”

Matteo Renzi avrebbe indicato nella Spagna un paese da cui prendere spunto per cambiare l’Italia e la sinistra. Ma di che cambiamento sta parlando? 

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Quando chi vi scrive ha letto che Matteo Renzi avrebbe detto di guardare alla Spagna come modello per innovare sinistra italiana e Paese, non ho creduto ai miei occhi. Ho letto e riletto la notizia e purtroppo mi sono accorto di essere ben lucido e sveglio e che era maledettamente reale. “Forse in condizioni peggiori delle nostre ha avviato riforme serie e radicali. Questo è il cambiamento che serve alla sinistra“, ha dichiarato Matteo Renzi ripreso da AgoraVox,. Ora la cosa che colpisce è che Matteo Renzi è il “barone rampante” del Pd, colui che probabilmente diventerà il capo indiscusso del centrosinistra e che detterà la linea nei prossimi anni. ma di quali riforme sta parlando il sindaco di Firenze? In Spagna per affrontare la cirsi il governo di centrodestra di Mariano Rajoy ha varato la riforma del mercato del lavoro, ovvero un immane taglio dei costi di licenziamento che nel paese iberico sono diventati sempre più convenienti ai datori di lavoro. Insomma Renzi propone un modello che poco o nulla a che fare con la sinistra, ma non nel senso “vetero” e “ideologico” del termine, nel senso che se la sinistra dovrebbe fare gli interessi dei lavoratori, l’idea del sindaco di Firenze di sinistra sembra andare in direzione opposta. Sarà che nei giorni scorsi lo spread, diventato ormai l’unico indicatore preso per buono dalla nostra classe politica, aveva visto Madrid “sorpassare” l’Italia, inducendo così il nuovista Renzi ad affrettarsi a trovarne il motivo. Peccato che dopo pochi giorni è avvenuto il “controsorpasso”,e chissà che in Spagna qualcuno non prenda a spunto la draconiana riforma delle pensioni operata dall’Italia per darne una spiegazione. sta valido l’invito alla nostra classe politica ad uscire dal bar e smettere di vedere causalità in ogni correlazione in cui si inciampa. Insomma con Renzi la sinistra entrerebbe a gamba tesa nella cornice del “taglio selvaggio” e della riforma, abdicando ormai completamente anche solo dal punto di vista teorico a elaborare un’alternativa sistemica.

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