Renzi e il "Partito della Nazione", un altro passo verso il partito unicoTribuno del Popolo
lunedì , 29 maggio 2017
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Renzi e il “Partito della Nazione”, un altro passo verso il partito unico

Alla fine lo ha fatto: Matteo Renzi ha evocato un “Partito Della Nazione”, ovvero un partito unico capace di includere anime differenti, dai transfughi di Sel come Gennaro Migliore fino a Scelta Civica. Un sogno per l’uomo che sta cercando di uccidere l’anima della sinistra italiana e di prendersi tutto, ma proprio tutto, al banco della politica. 

Un “Partito della Nazione” come quello evocato da Matteo Renzi non può che scatenare in noi un forte, fortissimo senso di inquietudine. Il motivo? Ad esempio perchè conosciamo bene la storia e sappiamo le implicazioni che anche solo la scelta di un nome simile assume nel nostro Paese. Ma senza evocare vecchi e nuovi fascismi, perchè aveva pur sempre ragione Marx a dire che la storia si presenta una prima volta come tragedia e una seconda come farsa, quanto ha dichiarato Matteo Renzi rappresenta davvero una sorta di chiarimento su quello che vuole essere il suo percorso politico. Ormai si può sostenere con certezza che Renzi non solo non è di sinistra, questo lo si sapeva, ma vuole completamente annichilire il concetto stesso di “sinistra” annacquandolo all’interno di una brodaglia nella quale si trovano indistintamente gli ex fascisti di Ncd e gli ex sinistri del Led di Gennaro Migliore, l’ex di Sel che ha annunciato proprio nelle scorse ore il proprio approdo nei lidi sicuri, per lui, del Pd. Con la sua arroganza Renzi ha fatto piazza pulita degli avversari in modo spietato a dispetto di sorrisini di maniera mostrando così una vocazione autoritaria che con l’evocazione del “Partito della Nazione” assume un aspetto perlomeno sinistro. Insomma una fusione non più solo evocata ma che potrebbe diventare reale tra l’elettorato di sinistra e quello berlusconiano, con il popolo italiano che si dovrebbe idealmente stringere intorno all’uomo della provvidenza, Matteo Renzi appunto. E dietro il master, Renzi, vi è tutta una serie di scherani ben vestiti giovanili e che parlano l’inglese che fanno la spola tra i programmi televisivi a canzonare e prendere per il culo, passateci il termine, tutti quelli che per motivi differenti criticano il premier. Insomma da Partito Democratico a “Partito della Nazione” il passo è breve, e il tutto avviene con un elettorato ormai smarrito che viene manipolato con la paura e vota Renzi per disperazione in cambio di 80 euro, anche un questo un sinistro parallelismo con il nostro fosco passato. “Se il Pd pensa di essere il partito della nazione deve avere strumenti elettorali in grado di contenere anche realtà diverse. Spero che per Gennaro Migliore, con l’esperienza di Led, fino ad Andrea Romano e a quella parte di Scelta Civica o Italia Popolare che vuole stare a sinistra, ci sia spazio di piena cittadinanza”, ha detto Renzi, esplicitando così la sua volontà di inglobare tutto l’inglobabile per puntare a quel fatidico 51%. Del resto negli ultimi giorni Renzi è andato nel salotto della D’Urso e ha visitato anche Porro e Del Debbio, mostrando quindi di voler puntare proprio all’elettorato di Berlusconi. La sinistra proprio non esiste più o meglio Renzi fa finta che non esista, non volendo manco fare nulla per provare ad attirarne l’elettorato che tanto si porta dietro comunque anche solo evocando lo “spettro” di Grillo. Insomma Renzi ha deciso di “inglobare” il berlusconismo anche nella realtà, e questo Partito della Nazione da lui evocato temiamo che sia solo il primo passo per qualcosa di molto, molto peggiore. 

photo credit: <a href=”https://www.flickr.com/photos/palazzochigi/15294748496/”>Palazzochigi</a> via <a href=”http://photopin.com”>photopin</a> <a href=”http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.0/”>cc</a>

Gb

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